Germania, un persistente anticiclone mette fuori gioco l’eolico: crolla la produzione, compensano i fossili

A marzo gli impianti eolici terrestri hanno generato appena 6,3 gigawattora in Germania, il valore più basso degli ultimi nove anni

Nonostante la Germania abbia moltiplicato la propria capacità eolica, sia onshore che offshore, negli ultimi anni, il settore ha registrato un preoccupante calo di produzione a causa delle recenti condizioni meteorologiche avverse. Secondo i dati della piattaforma “Energy Charts”, lo scorso marzo gli impianti eolici terrestri hanno generato appena 6,3 gigawattora, il valore più basso degli ultimi nove anni per quel mese, mentre le turbine offshore non sono riuscite a compensare il deficit. La causa è stata un insolito e persistente anticiclone che, sebbene si presenti in modo irregolare, può bloccare la produzione per giorni. Il problema rimane: senza vento, l’energia eolica non può essere generata, indipendentemente dal numero di impianti installati.

Compensano le fonti fossili

Con il crollo dell’eolico, le fonti fossili hanno riconquistato un ruolo centrale nel mix energetico tedesco. A marzo, carbone e lignite hanno coperto il 28,4% della produzione elettrica, mentre il gas naturale ha contribuito per un ulteriore 15,4%.

L’impatto sui prezzi

Questo ritorno alle energie tradizionali ha avuto un impatto sui prezzi: il costo dell’elettricità sul mercato “Day Ahead” ha superato frequentemente i 100 euro per megawattora, con un aumento di 30 euro rispetto allo stesso periodo del 2022.

Stabilità non garantita

L’espansione dell’eolico, tuttavia, non garantisce stabilità se non è accompagnata da infrastrutture adeguate. Quando il vento soffia con intensità, molte reti raggiungono il limite di capacità, costringendo allo spegnimento forzato degli impianti.

Solo nel terzo trimestre del 2023, oltre 1,7 miliardi di chilowattora di energia eolica sono andati persi a causa di queste misure, l’equivalente della produzione annua di diversi parchi eolici di medie dimensioni. Le perdite non riguardano solo gli operatori, ma l’intero sistema energetico, con una quota crescente di energia verde che non viene sfruttata.

La semplice aggiunta di capacità non basta: servono reti più efficienti e soluzioni di stoccaggio. Centrali a gas flessibili e sistemi di accumulo potrebbero colmare queste lacune, osservano gli esperti del settore, ma il loro sviluppo procede a rilento. Intanto, la congestione della rete persiste, costringendo a continui disallineamenti tra domanda e offerta, anche quando le condizioni del vento sarebbero ideali per la produzione.