Indonesia, frana devastante in una Cava di Giava Occidentale: 14 morti e diversi dispersi | VIDEO

Il disastro ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza delle attività minerarie nella regione e sul rispetto delle normative vigenti

Frana devastante in Indonesia: almeno 14 morti

Una frana devastante ha colpito la cava di Gunung Kuda, situata a Cirebon, nella provincia di Giava Occidentale, Indonesia, provocando la morte di almeno 14 persone e il ferimento grave di altre cinque. Il drammatico evento si è verificato intorno alle ore 10 di venerdì 30 maggio, quando una massa di terra e rocce si è staccata improvvisamente dalla parete del pendio, travolgendo i lavoratori impegnati nelle operazioni di estrazione. Squadre di soccorso sono intervenute tempestivamente, riuscendo a estrarre una dozzina di feriti e 10 corpi dalle macerie nel corso della giornata. In serata, sono stati recuperati altri tre corpi, mentre una quattordicesima vittima è deceduta in ospedale a causa delle ferite riportate. Secondo le autorità locali, tra le sei e le otto persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto la massa di detriti.

Le ricerche sono state temporaneamente sospese alle 17 di venerdì a causa del sopraggiungere del buio e del timore di nuovi smottamenti, ma sono riprese il giorno successivo. Le operazioni si svolgono con estrema cautela, vista l’instabilità del terreno nella zona colpita. Le prime indagini indicano che la frana sarebbe stata causata da metodi di estrazione inadeguati, in particolare dall’escavazione dal basso verso l’alto del pendio, una tecnica considerata pericolosa e contraria agli standard di sicurezza. In risposta al disastro, il governatore della Giava Occidentale, Dedi Mulyadi, ha ordinato la chiusura immediata della cava di Gunung Kuda e di altri quattro siti simili, in attesa di ulteriori accertamenti.

Il disastro ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza delle attività minerarie nella regione e sul rispetto delle normative vigenti, richiamando l’attenzione delle autorità indonesiane sull’urgente necessità di una revisione dei protocolli di sicurezza nel settore estrattivo. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta, nella speranza di trovare sopravvissuti tra le macerie, mentre le famiglie delle vittime attendono con angoscia notizie dei propri cari.