Italia e Asia Centrale, una nuova alleanza strategica: Meloni in missione tra energia, risorse e cooperazione regionale

Tra i progetti già avviati, dall'autunno Roma ospiterà una mostra archeologica con reperti scoperti a Merv, in Turkmenistan

Una missione in un’area strategica, soprattutto per l’energia e le risorse naturali, e il primo vertice Italia-Asia centrale. Giorgia Meloni sta per partire per una tre giorni che la vedrà prima a Samarcanda, per una visita ufficiale e l’incontro con il presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev e poi ad Astana per il forum ospitato dal Kazakistan che vedrà la partecipazione del padrone di casa, il kazako Kassym-Jomart Tokayev, del kirghiso Sadyr Japarov, il tagiko Emomali Rahmon, il turkmeno Serdar Berdimuhammedov. La visita era in programma a fine aprile, rinviata poi per la morte di Papa Francesco, e arriva dopo un altro storico vertice, quello tra l’Ue e i Paesi dell’Asia centrale. L’area possiede il 40% delle riserve globali di manganese, oltre a litio, grafite e altre materie prime fondamentali – il Kazakistan in particolare è il principale produttore mondiale di uranio.

E l’Italia è stata il primo Paese dell’Unione europea a lanciare nel 2019 il formato di consultazioni “1+5” con i cinque Stati della regione, che sono entrati tra le nazioni prioritarie non solo della Cooperazione internazionale italiana ma anche del nuovo piano per l’export della Farnesina, come ha ricordato in un messaggio a un incontro con gli ambasciatori dei 5 Paesi anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

L’Italia peraltro è già il terzo partner commerciale di Astana dopo Cina e Russia e Roma si proporrà, come spiegato anche dal viceministro degli Esteri e titolare della delega per la regione Edmondo Cirielli sempre incontrando gli ambasciatori, per rafforzare la cooperazione politica, economica, culturale e scientifica con i partner centroasiatici, in una prospettiva di crescita “condivisa e sostenibile”. Con il vertice, che sarà aperto da Meloni venerdì ad Astana, ci sarà anche la firma di nuovi “accordi”, che seguono quelli bilaterali firmati con i singoli Paesi (nel 2024 Tokayev, a Roma, aveva firmato 16 memorandum d’intesa, di cui 12 commerciali). Connettività, infrastrutture, energia, minerali critici, ma anche cooperazione in campo agroalimentare, turistico ambientale e culturale saranno al centro dei colloqui. Tra i progetti già avviati, dall’autunno Roma ospiterà una mostra archeologica con reperti scoperti a Merv, in Turkmenistan, che sarà inaugurata con la presenza del presidente turkmeno. E l’Italia punta a presentare a Bruxelles il progetto di fattibilità (affidato alla società Sogesid) per il risanamento del lago d’Aral, alla frontiera tra l’Uzbekistan e il Kazakistan.