A un anno di distanza dall’alluvione che ha messo in ginocchio lo stato di Rio Grande do Sul, in Brasile, molti comuni sono nuovamente in emergenza a causa delle piogge torrenziali che dal weekend hanno provocato inondazioni, danni a infrastrutture e l’isolamento di centinaia di persone. In particolare nella regione rurale del municipio di Cacequi, circa 800 abitanti sono bloccati nelle proprie case a seguito dell’esondazione del torrente Saicã e del crollo di una delle strade d’accesso al centro abitato. La Protezione Civile segnala danni in almeno altri sei comuni.
A São Borja, oltre 40 case sono state allagate e le scuole sono rimaste chiuse per 467 studenti. Ad Alegrete, il fiume Ibirapuitã ha superato di oltre un metro il livello di esondazione. Frane, crolli di ponti e disagi sono stati registrati anche a Sobradinho, Santa Cruz do Sul, Uruguaiana e São Vicente do Sul.
La situazione è aggravata dall’arrivo imminente di un’intensa ondata di freddo capace di spingere le temperature fino ai minimi storici in almeno otto capitali brasiliane tra venerdì 30 e sabato 31 maggio, con possibilità di brina e perfino nevicate nelle zone più alte. Le autorità continuano a monitorare l’evoluzione delle condizioni meteo e forniscono assistenza agli sfollati, mentre la popolazione si prepara ad affrontare il brusco calo termico che seguirà l’emergenza idrogeologica.


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