Giovedì 22 maggio, una forte ondata di maltempo ha colpito il Nord Italia, con nubifragi, grandine e forti raffiche di vento. Un altro elemento che ha caratterizzato questa ondata di maltempo è stato l’outbreak di tornado che si è verificato tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ossia una serie di trombe d’aria. Gli esperti del servizio Pretemp hanno condotto le loro indagini e analisi, raccogliendo del materiale, per giungere alla conclusione che il 22 maggio si sono formati 6 tornado al Nord-Est, che hanno provocato “danni anche in centri abitati” ma fortunatamente non si contano feriti. Ecco i dettagli dell’analisi di Pretemp sull’outbreak di tornado del 22 maggio tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Monfumo-Onigo-Bigolino (TV): “Il primo tornado si è formato tra le colline ad est di Monfumo dove ha causato danni perlopiù alle foreste, anche se localmente pesanti (danni valutabili al grado IF1 della International Fujita Scale ed F1 della classica Scala Fujita). Spostandosi verso nord-est, ha raggiunto l’abitato di Onigo di Pederobba, dove si è ingrandito fino ad un massimo di 300 metri, cosa che in alcuni video lo ha fatto comprensibilmente confondere ad alcuni con un downburst (ma pattern di danno e trasporto di oggetti tradiscono il vortice, insieme ad altri video), e dove ha causato danni anche a strutture. Il tornado ha poi attraversato il fiume Piave trasportando detriti leggeri da un lato all’altro del corso d’acqua ed è transitato su Bigolino di Valdobbiadene causando ulteriori danni a foreste ed edifici, prima di dissolversi in un punto non identificato a nordest dell’abitato”, scrivono gli esperti di Pretemp.
Valvasone (PN): “Il più debole dei tornado si è apparentemente formato sul centro abitato per poi spostarsi nelle campagne a nord-est dopo aver causato lievi danni a tetti e vegetazione, danni valutabili al più al grado IF0.5 della Scala IF e F0 sulla classica Scala Fujita. Nonostante non ci siano video o foto del vortice, il pattern convergente/casuale di danno, il percorso lungo e stretto e la presenza di rotazione del vento nelle immagini di velocità radiale dell’OSMER/Arpa Friuli-Venezia Giulia supportano un evento tornadico, anziché un downburst”, spiegano da Pretemp.
Dignano (UD): “Questo tornado si è originato sul lato est del fiume Tagliamento investendo prima la frazione di Bonzicco e spostandosi verso nord-nordest ha attraversato l’intera Dignano, per poi spostarsi nelle campagne ad est di Vidulis e Carpacco dove si è dissolto. Qui danni ad un paio di tetti ed alcuni alberi sono valutabili al grado IF1 della IF Scale ed F1 della Scala Fujita. Come per la tromba d’aria di Valvasone, non esistono immagini dell’evento, ma nuovamente il pattern di danno, le dimensioni del percorso di danni e la rotazione notabile nelle immagini di velocità radiali, insieme ad oggetti volati per decine/centinaia di metri in mezzo alla campagna, supportano il verificarsi di un vortice”, viene spiegato.
Villanova di San Daniele (UD): “Questo tornado si è probabilmente sviluppato lungo il Tagliamento per poi colpire zone forestali ad ovest del centro abitato e, che si sappia, non ha interessato strutture. Gli indizi per il suo riconoscimento sono uguali ai due precedenti, come è uguale la classificazione dei danni alle foreste interessate ad IF1-F1”, spiegano gli esperti di Pretemp.
Buja (UD): “L’ultima tromba d’aria nota dell’evento ha colpito la parte più sudorientale del centro abitato, interessando perlopiù zone agricole prima di interessare alcune strutture, colpendole abbastanza duramente causando danni anche qui valutabili ai gradi IF1 ed F1 delle rispettive scale”, viene evidenziato.
Gli esperti di Pretemp sottolineano che “nei giorni a seguire e anche oltre (nella speranza di immagini satellitari favorevoli) continueranno le indagini, dato che i percorsi di tutti questi tornado potrebbero essere più lunghi (di almeno 2 sicuramente lo sono) e c’è un sesto evento non confermato che è stato segnalato”.








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