Quasi 9 casi di melanoma su 10 potrebbero essere evitati, eppure la consapevolezza su come farlo in maniera efficace sembra ancora lacunosa tra la popolazione italiana. A lanciare l’allarme è Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, in occasione del mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla prevenzione di questo aggressivo tumore della pelle.
“Nonostante le numerose campagne di informazione e sensibilizzazione, i dati sull’aumento dei casi di melanoma – sottolinea Ascierto – ci suggeriscono che molti italiani sono ancora poco cauti e attenti alla prevenzione. In particolare ci sono 7 comunissimi errori che si tendono a fare e che rischiano di vanificare gli sforzi per proteggersi dagli effetti negativi dei raggi UV“.
Il primo fra questi errori, secondo l’esperto, è la diffusa convinzione di potersi “abbronzare in sicurezza”. “Non esiste infatti un modo sicuro o sano per abbronzarsi“, chiarisce Ascierto. L’abbronzatura è di per sé un meccanismo di difesa della pelle: l’esposizione ai raggi ultravioletti stimola la produzione di melanina nel tentativo di proteggere il DNA cellulare. Tuttavia, questa protezione è limitata e non scongiura il rischio di scottature e, di conseguenza, l’aumento della probabilità di sviluppare un melanoma.
Un altro errore frequente è quello di considerare la crema solare come una barriera totale contro i danni del sole. “Utilizzare la protezione solare non è un ‘permesso’ per abbronzarsi“, avverte il presidente della Fondazione Melanoma. Anche un filtro solare con un elevato fattore di protezione non blocca completamente i raggi UV, rendendo comunque necessaria una protezione aggiuntiva.
Particolarmente insidiosa è la credenza che la pelle scura o già abbronzata non necessiti di protezione. “La pelle scura – spiega Ascierto – non è immune ai danni del sole: i raggi UV possono comunque penetrare e causare danni al dna cellulare, aumentando il rischio di melanoma. Le persone con la pelle scura, infatti, possono comunque scottarsi, anche se meno frequentemente di quelle con la pelle chiara. Inoltre, il melanoma spesso si manifesta in aree del corpo che non sono regolarmente esposte al sole, come i palmi delle mani, le piante dei piedi, sotto le unghie“.
L’efficacia dei prodotti solari è un altro aspetto cruciale da non sottovalutare. “L’efficacia delle creme solari può arrivare al massimo fino a 12 mesi dall’apertura della confezione e solo se è stata conservata correttamente con il tappo ben chiuso e non esposta a temperature alte“, ricorda Ascierto, mettendo in guardia dall’utilizzo di creme “dimenticate” dall’estate precedente.
Anche le condizioni meteorologiche possono trarre in inganno. “È possibile scottarsi – avverte l’esperto – anche quando il cielo è nuvoloso e c’è vento. I raggi UV penetrano comunque attraverso le nubi sottili, quindi anche se pensi che non ci sia il sole, potresti comunque scottarti“.
La protezione non si limita alla pelle: anche gli occhi sono a rischio. “Il melanoma, invece, può colpire anche l’occhio. Per questo è importante indossare occhiali da Sole con protezione UV al 100% oppure occhiali protettivi anti-UV“, raccomanda Ascierto, sottolineando come un accessorio spesso considerato superfluo possa invece svolgere un ruolo protettivo fondamentale.
Infine, è un errore comune affidarsi alle creme doposole per riparare i danni di una scottatura. “Le creme doposole servono a idratare la pelle dopo l’esposizione al sole“, chiarisce l’oncologo. “In molti casi contengono anche sostanze lenitive che alleviano la sensazione di bruciore e l’arrossamento dovuto alla scottatura. Tuttavia non possono avere alcun effetto benefico su eventuali danni al dna prodotti dai raggi UV“, conclude Ascierto, ribadendo l’importanza di una prevenzione costante e consapevole per ridurre drasticamente l’incidenza del melanoma.
