Meteo, Ionio e Sicilia avvolti nella nebbia d’avvezione: attenzione alla visibilità

Nebbia costiera in Sicilia e sullo Ionio: il ruolo della subsidenza

Mentre il caldo comincia a farsi sentire su buona parte del Sud Italia, un fenomeno atmosferico tanto suggestivo quanto insidioso si prepara a fare la sua comparsa: la nebbia d’avvezione, una formazione tipica della stagione primaverile, favorita dal contrasto tra l’aria calda in arrivo e le acque marine ancora fresche.

Cos’è la nebbia d’avvezione e perché si forma

La nebbia d’avvezione si manifesta quando una massa d’aria calda e umida scivola sopra una superficie più fredda, come accade spesso in primavera sul Mar Ionio e sul Canale di Sicilia, dove le acque impiegano più tempo a riscaldarsi. L’aria a contatto con la superficie marina si raffredda rapidamente, e se contiene abbastanza umidità, il vapore acqueo condensa, generando banchi di nebbia anche estesi.

Questo tipo di nebbia è tipico delle coste meridionali italiane, soprattutto nei periodi in cui l’alta pressione garantisce cielo sereno, calma di vento e riscaldamento dell’atmosfera durante il giorno. È proprio questa combinazione che innesca il fenomeno, spesso nelle ore notturne o all’alba, quando il raffreddamento radiativo è massimo.

Temperature superficiali mare Italia

Il contesto attuale: caldo in arrivo, mari ancora freddi

In questi giorni, l’Italia meridionale sta sperimentando una fase di avvezione calda moderata, con temperature in forte aumento che, in alcune località della Sicilia e della Sardegna, superano già i 30°C. Tuttavia, il Mar Ionio mostra ancora temperature superficiali tra i 17.7°C e i 20.1°C, valori bassi per la seconda metà di maggio.

Questo contrasto termico tra aria e mare è l’innesco perfetto per la formazione della nebbia d’avvezione, soprattutto se accompagnato da condizioni anticicloniche stabili, venti deboli e umidità elevata nei bassi strati.

Fog index 20 maggio

Cosa aspettarsi nella notte tra lunedì e martedì 20 maggio

Secondo le ultime proiezioni, tra la notte di lunedì 19 e le prime ore di martedì 20 maggio, potrebbero svilupparsi estesi banchi di nebbia d’avvezione sui mari che circondano le estreme regioni meridionali, in particolare lungo le coste meridionali ed orientali della Sicilia e sullo Ionio centrale.

Le condizioni sono favorevoli:

  • Alta pressione al suolo che comprime l’umidità verso il basso (subsidenza);
  • Mari calmi e poco mossi;
  • Assenza di ventilazione significativa, almeno fino all’alba.

Tutti questi fattori concorrono a favorire la formazione di nebbie compatte, che potrebbero raggiungere anche le aree costiere, specie tra la tarda serata e le prime ore del mattino.

Tuttavia, eventuali venti superiori ai 5-6 nodi potrebbero limitare la diffusione della nebbia o impedirne il raggiungimento delle coste, specialmente nelle aree meno protette dal profilo orografico.

Il ruolo delle subsidenze: perché la nebbia può essere così densa

Un elemento spesso trascurato ma fondamentale nella genesi della nebbia d’avvezione è la subsidenza, ovvero i moti discendenti dell’atmosfera tipici delle situazioni di alta pressione. Quando l’aria scende, viene compressa e riscaldata, ma allo stesso tempo “schiaccia” verso il basso l’umidità presente nei bassi strati, favorendo condensazione e persistenza della nebbia vicino alla superficie marina.

Questo fenomeno accentua la compattezza della nebbia, rendendola più densa e più duratura, soprattutto in assenza di vento o turbolenza meccanica.

Conclusioni: nebbia d’avvezione in agguato tra Ionio e Sicilia

I prossimi giorni saranno caratterizzati da un mix potenzialmente perfetto per la formazione di nebbia d’avvezione sui mari del Sud Italia. Le temperature elevate dell’aria, i mari ancora relativamente freddi e una situazione atmosferica stabile potrebbero favorire la comparsa di banchi nebbiosi anche estesi, specialmente nelle ore notturne e all’alba.

Attenzione quindi alla visibilità ridotta sulle rotte marittime e nelle zone costiere della Sicilia meridionale ed orientale, in attesa che il riscaldamento solare mattutino e l’eventuale aumento del vento favoriscano la dissoluzione del fenomeno.

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