Quando ormai la primavera sembra avanzata e l’estate alle porte, la neve può sorprendere. E lo ha fatto, in modo eclatante, in due località molto diverse ma accomunate da condizioni atmosferiche eccezionalmente fredde per il periodo: il massiccio del Vitosha in Bulgaria e il Mount Washington nel New Hampshire, Stati Uniti. Due scenari insoliti che meritano attenzione, sia per la loro valenza meteorologica, sia per il significato nel contesto climatico regionale.
Neve su Vitosha, Bulgaria: una sorpresa fuori stagione
La mattina del 26 maggio 2025, i residenti e gli escursionisti nei pressi di Sofia si sono svegliati con un paesaggio inaspettatamente imbiancato: nevicata in quota sul Vitosha, il massiccio montuoso che sovrasta la capitale bulgara. Un evento raro per la fine di maggio, ma non impossibile.

Nel mese di maggio, la climatologia della Bulgaria si caratterizza solitamente per valori miti, con temperature medie tra 8 e 20 °C e precipitazioni frequenti sotto forma di pioggia. La neve, al contrario, è quasi del tutto assente, sia in pianura che in montagna, dove si registrano zero giorni nevosi in media secondo i dati climatologici a lungo termine.
Tuttavia, alcune combinazioni atmosferiche particolari possono ancora generare brevi episodi nevosi in montagna, soprattutto in aree esposte a nord e con canaloni ombreggiati, dove la temperatura può facilmente scendere sotto lo zero, specie in presenza di cieli sereni notturni e aria fredda residua dopo il passaggio di una perturbazione.
New Hampshire: Mount Washington si conferma regno del gelo anche a fine maggio
Dall’altra parte dell’Atlantico, la nevicata di oltre 10 cm che ha interessato il Mount Washington nello Stato del New Hampshire è stata meno sorprendente ma comunque degna di nota. Qui, la neve a fine maggio è decisamente meno rara, ma la quantità caduta in poche ore e le temperature molto al di sotto della media stagionale hanno catturato l’attenzione.

Mentre buona parte degli Stati Uniti orientali e del Canada meridionale vive un clima primaverile ormai maturo – con temperature superiori ai 20 °C – la vetta del Mount Washington conserva una natura invernale persistente dovuta a fattori ben noti:
- altitudine di oltre 1900 metri,
- esposizione ai venti oceanici,
- posizione strategica che incanala perturbazioni fredde anche in tarda stagione.
La stazione meteorologica sul Mount Washington è famosa per i suoi estremi climatici. Qui, nevicate a maggio non sono considerate eccezionali nel contesto della vetta, ma si discostano sensibilmente dal clima circostante, spesso soleggiato e mite a bassa quota.
Due nevicate a confronto: evento anomalo o normalità locale?
Sebbene le nevicate del 26 maggio 2025 in Bulgaria e nel New Hampshire sembrino collegate da un filo narrativo comune – la neve in un mese primaverile – le cause e l’eccezionalità sono profondamente diverse.
- In Bulgaria, la nevicata è da considerarsi un’anomalia rara, figlia di condizioni molto specifiche: aria fredda residua, umidità e orografia favorevole.
- Negli Stati Uniti nordorientali, invece, eventi simili sono perfettamente in linea con la climatologia di alta quota: non eccezionali, ma sicuramente spettacolari per il contrasto climatico.
Questi episodi mettono in luce quanto sia importante distinguere tra anomalie locali e variabilità climatica naturale, senza confondere i due piani.
Conclusione: tra inverno che resiste e primavera che avanza
La neve a fine maggio non è impossibile, ma in alcune regioni rappresenta una vera e propria curiosità meteorologica, mentre in altre – come il Mount Washington – è una semplice conferma della natura estrema di certi microclimi.


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