Nel 2024, la domanda globale di minerali critici ha registrato una forte impennata, trainata dalla transizione energetica. Secondo il rapporto “Prospettive globali sui minerali critici 2025” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), la richiesta di litio è cresciuta del 30%, mentre quella di nichel, cobalto, grafite e terre rare è aumentata tra il 6% e l’8%. Il settore energetico, in particolare veicoli elettrici e rinnovabili, ha generato l’85% della crescita per i metalli destinati alle batterie.
Tuttavia, l’offerta fatica a tenere il passo. Gli investimenti nello sviluppo di nuovi progetti sono rallentati: +5% nel 2024 contro il +14% del 2023, e appena +2% in termini reali. Le attività esplorative hanno raggiunto un plateau, colpite dalla flessione dei prezzi causata da un rapido aumento della produzione in Cina, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo. Il prezzo del litio, ad esempio, è crollato di oltre l’80% dal 2023.
A preoccupare è la crescente concentrazione geografica: nel 2024, l’86% della raffinazione era in mano a 3 Paesi, e oltre il 90% della nuova offerta per nichel, cobalto e grafite proveniva da un unico fornitore. La Cina domina anche il riciclo delle batterie e la produzione di materiali critici per le nuove tecnologie, come le batterie al litio ferro fosfato (LFP).
Il rischio di shock nell’approvvigionamento è concreto. Le recenti restrizioni all’export di minerali da parte di Cina e Congo minacciano la stabilità dei mercati. Secondo l’AIE, una crisi prolungata nei metalli per batterie potrebbe far salire i costi globali delle batterie fino al 50%, ampliando il divario competitivo a favore della Cina.


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