L’obesità non è un fenomeno monolitico, ma si presenta in almeno 4 diverse forme, o fenotipi, risultato della complessa interazione tra genetica e ambiente. Questa è la rivoluzionaria scoperta emersa dal congresso Panorama Diabete in corso a Riccione, aprendo la strada a trattamenti su misura per i pazienti. L’obesità può infatti manifestarsi come “cervello affamato“, dove la sazietà tarda ad arrivare, “intestino affamato“, caratterizzato da rapido svuotamento gastrico e precoce ritorno della fame, “fame emotiva“, innescata da stati d’animo e disagi psicologici, e “combustione lenta“, dovuta a un metabolismo rallentato e scarsa massa muscolare.
Questa nuova classificazione impone una svolta nell’approccio terapeutico. Non più trattamenti standardizzati, ma interventi mirati al fenotipo predominante. Ad esempio, per il “cervello affamato” si potranno utilizzare farmaci specifici e alimenti sazianti, mentre per l'”intestino affamato” saranno indicati pasti piccoli e frequenti ricchi di fibre. La “fame emotiva” richiederà un supporto psicologico integrato, e la “combustione lenta” un programma di attività fisica mirato.
Questa personalizzazione delle terapie promette di aumentare significativamente le probabilità di successo nel trattamento dell’obesità e di ridurre il rischio di ricadute, segnando un cambio di paradigma nella lotta contro questa diffusa condizione.



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