Onde gravitazionali: un nuovo sguardo dallo Spazio

Un approccio innovativo promette di aprire nuove strade nello studio della gravità e dell’evoluzione cosmica

Un nuovo metodo per rilevare lo sfondo delle onde gravitazionali dell’universo è stato sviluppato dall’astrofisico Jeremy Darling, professore all’Università del Colorado a Boulder. Lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, propone un’inedita prospettiva: osservare gli effetti delle onde gravitazionali non solo lungo la linea di vista, ma anche nei movimenti laterali e verticali degli oggetti celesti.

Darling si concentra sui quasar, nuclei galattici estremamente luminosi alimentati da buchi neri supermassicci, che appaiono fissi nel cielo. Tuttavia, le onde gravitazionali (deformazioni del tessuto dello spaziotempo) potrebbero farli apparire in leggero movimento. Utilizzando i dati astrometrici ad altissima precisione del satellite Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea, lo studio analizza il moto relativo di coppie di quasar in cerca di minuscole oscillazioni apparenti, indizio della presenza di onde gravitazionali.

Finora i segnali rilevati non sono conclusivi, ma le future pubblicazioni dei dati Gaia, previste per il 2026, potrebbero cambiare il quadro. Questo approccio innovativo promette di aprire nuove strade nello studio della gravità e dell’evoluzione cosmica, offrendo uno sguardo tridimensionale sull’universo e sulle sue impercettibili vibrazioni.