Nei vivaci parchi urbani di Barcellona, un coro esotico rompe la quiete: i richiami striduli dei parrocchetti monaci, pappagalli tropicali ormai naturalizzati. Per le creature sociali, comunicare è vitale, un filo invisibile che intreccia i benefici della vita di gruppo. Una nuova ricerca condotta dal Max Planck Institute of Animal Behavior (MPI-AB) getta luce sull’intricato legame tra la vita sociale e le vocalizzazioni di questi uccelli selvatici.
Osservando per 2 anni ben 337 parrocchetti e registrando oltre 5.500 vocalizzazioni, gli scienziati hanno scoperto che gli individui che vivono in gruppi più ampi esibiscono un repertorio sonoro più vario. Sorprendentemente, le femmine, contrariamente a quanto spesso osservato nel mondo ornitologico, mostrano una maggiore diversità vocale rispetto ai maschi, suggerendo un ruolo sociale più attivo.
L’analisi delle reti sociali ha rivelato un’ulteriore correlazione: i parrocchetti con una posizione più centrale e influente all’interno del gruppo possiedono un “vocabolario” più ricco. In particolare, le coppie affiatate tendono ad avere richiami di contatto meno simili, quasi a voler sottolineare la propria individualità all’interno della cerchia ristretta.
“Questa ricerca è un primo passo davvero importante“, afferma Simeon Smeele, primo autore dello studio pubblicato su Royal Society Open Science. “Sembra proprio che esistano alcuni tipi di richiami utilizzati esclusivamente in situazioni sociali“. Questi risultati aprono nuove prospettive sull’evoluzione della comunicazione complessa, offrendo spunti interessanti persino per comprendere le radici del linguaggio umano. Il prossimo ambizioso obiettivo sarà decifrare il significato preciso di ogni vocalizzazione in questi affollati contesti sociali.


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