I pinguini contro il cambiamento climatico: l’ammoniaca del guano favorisce la formazione di nuvole in Antartide

Gli uccelli marini, pinguini compresi, sono tra le principali fonti di ammoniaca nelle regioni polari: i dettagli sullo studio

  • Pinguini antartide
    Immagine a scopo illustrativo realizzata con l'Intelligenza Artificiale © MeteoWeb
  • Pinguini antartide
    Montagne e iceberg lungo la costa della Penisola Antartica. Foto: Lauriane Quéléver
  • Pinguini antartide
    Nuvole basse sulla costa della Penisola Antartica e sulle isole circostanti. Foto: Lauriane Quéléver
  • Pinguini antartide
    La costa della penisola antartica durante l'estate. Foto: Lauriane Quéléver
  • Pinguini antartide
    Pinguini papua seduti su uno sperone roccioso vicino a una stazione meteorologica nella Penisola Antartica. Si noti che queste non sono le specie studiate nell'articolo. Crediti: Lauriane Quéléver
  • Pinguini antartide
    Gli edifici principali della stazione di Marambio durante il giorno antartico. Foto: Lauriane Quéléver
  • Pinguini antartide
    Tramonto sugli impianti della stazione di Marambio. Foto: Lauriane Quéléver
  • Pinguini antartide
    Il cielo serale sopra la stazione Marambio in Argentina, situata all'estremità settentrionale della Penisola Antartica, la base più vicina al sito di misurazione. Foto: Matthew Boyer
  • Pinguini antartide
    Il primo autore Matthew Boyer pilota un drone per la raccolta dati in Antartide. Crediti: Zoé Brasseur
  • Pinguini antartide
    Migliaia di pinguini di Adelia fotografati da lontano nella colonia di pinguini di Adelia, situata sulla costa sud-orientale dell'isola di Seymour, nella Penisola Antartica. Foto: Matthew Boyer
  • Pinguini antartide
    Un gruppo di pinguini di Adelia in piedi sulla neve ricoperta di guano. Foto: Matthew Boyer
  • Pinguini antartide
    Pinguini di Adelia che camminano lungo la costa antartica. Foto: Matthew Boyer
/

Il guano dei pinguini potrebbe rivelarsi un alleato inaspettato nella lotta al cambiamento climatico in Antartide. Uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment rivela che le colonie di pinguini Adelia (Pygoscelis adeliae) rilasciano elevate quantità di ammoniaca nell’atmosfera, contribuendo alla formazione di particelle di aerosol che promuovono la creazione di nuvole. Questo fenomeno potrebbe avere effetti mitigatori sul riscaldamento regionale e sull’estensione del ghiaccio marino. L’ecosistema antartico è fortemente stressato dal cambiamento climatico: la riduzione della banchisa, il ritiro delle piattaforme di ghiaccio e l’alterazione degli ecosistemi marini stanno già impattando negativamente sulle popolazioni di pinguini. In questo scenario, le interazioni tra ecosistemi e atmosfera diventano cruciali per comprendere e prevedere i cambiamenti futuri.

Gli uccelli marini, pinguini compresi, sono tra le principali fonti di ammoniaca nelle regioni polari. L’ammoniaca, rilasciata tramite il guano, reagisce con acido solforico derivante dal fitoplancton marino, dando origine a particelle di aerosol. Queste particelle fungono da nuclei di condensazione per il vapore acqueo, favorendo la formazione di nuvole che, riflettendo la radiazione solare, possono contribuire a raffreddare la superficie terrestre.

Lo studio: dati e risultati

Dal 10 gennaio al 20 marzo 2023, un team internazionale ha monitorato le emissioni atmosferiche nei pressi della base Marambio, situata sulla Penisola Antartica. I ricercatori hanno osservato che, quando il vento soffiava da una colonia di circa 60.000 pinguini Adelia distante 8 km, i livelli di ammoniaca aumentavano da meno di 10,5 ppt (parti per trilione) fino a 13,5 ppb (parti per miliardo) — un incremento di oltre mille volte. Anche dopo la migrazione dei pinguini alla fine di febbraio, il guano rimasto continuava a emettere ammoniaca, mantenendo concentrazioni atmosferiche significativamente elevate per settimane. Questo dimostra che il suolo fertilizzato dal guano (suolo ornitogenico) è una fonte persistente di emissioni.

Meccanismo di formazione delle particelle

Le osservazioni hanno rivelato che la formazione di nuove particelle atmosferiche (New Particle Formation, NPF) avviene quasi esclusivamente quando i venti provengono dalla direzione delle colonie di pinguini. L’ammoniaca interagisce con l’acido solforico, formando nuclei di condensazione (CCN). Un’ulteriore accelerazione del processo è favorita dalla presenza di dimetilammina (DMA), un composto probabilmente derivante anch’esso dal guano. Queste nuove particelle crescono rapidamente fino a dimensioni che le rendono attive nella formazione di nubi e nebbie. In un caso documentato il 1° febbraio 2023, un evento di NPF ha prodotto oltre 16.000 particelle per cm³, seguito da formazione di nebbia, confermando l’effetto diretto sulla microfisica delle nuvole.

I risultati suggeriscono che i pinguini contribuiscono indirettamente alla regolazione del clima antartico. Le nuvole generate grazie alla loro presenza possono rallentare lo scioglimento dei ghiacci estivi, proteggendo così il loro stesso habitat. Tuttavia, la diminuzione delle popolazioni di pinguini, già osservata per alcune specie, potrebbe causare un feedback climatico positivo: meno ammoniaca, meno nuvole, più riscaldamento. Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di proteggere le colonie di uccelli marini come parte integrante delle strategie climatiche. In particolare, la connessione tra i processi biologici e quelli atmosferici dimostra che la biodiversità non è solo una questione ecologica, ma anche climatica.

Questo studio offre una nuova prospettiva sulla complessità degli equilibri climatici in Antartide. I pinguini, attraverso il loro guano, influenzano i processi atmosferici su scala regionale. Comprendere e preservare queste interazioni potrebbe rivelarsi cruciale per mitigare alcuni degli effetti più gravi del cambiamento climatico nell’estremo sud del pianeta.