Nel Nord/Est si vive meglio. È quanto emerge dall’edizione 2025 dell’indagine sulla Qualità della vita per fasce d’età condotta dal Sole 24 Ore, che misura il benessere di anziani, giovani e bambini nelle 107 province italiane. Presentati in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, i dati confermano un’Italia spaccata: il settentrione – e in particolare l’area nordorientale – domina le classifiche, mentre il Mezzogiorno e le grandi città metropolitane segnano il passo.
Su 30 province che occupano le prime 10 posizioni delle 3 classifiche (anziani, giovani e bambini), ben 17 appartengono al Nord/Est. Dieci sono nel Nord/Ovest, 2 al Centro e soltanto una nel Sud, a testimonianza di un divario ormai consolidato.
Le province al vertice
A guidare la classifica per la terza età è Bolzano, forte di un basso consumo di farmaci per patologie croniche, una spesa sociale elevata per gli over 65 e una ricca presenza di biblioteche. Seguono Treviso e Trento, anch’esse nel cuore del Nord/Est.
Tra i giovani (18-35 anni), è Gorizia a primeggiare per il secondo anno consecutivo. La città, Capitale europea della cultura transfrontaliera 2025, brilla per offerta culturale, opportunità lavorative (quarta nelle trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato) e per l’età media più bassa delle madri al primo figlio (31,6 anni contro una media nazionale di 32,6).
Il podio della qualità della vita per i più piccoli va a Lecco, seguita da Siena e Aosta. Lecco eccelle per attività sportive, competenze scolastiche (test Invalsi) e sicurezza: bassa l’incidenza di reati contro i minori.
Un’indagine in evoluzione
L’indice generazionale, nato nel 2021 come progetto sperimentale, si consolida nel 2025 con 15 indicatori (erano 12 nel 2024) e fonti certificate come Istat, Iqvia, Infocamere, Tagliacarne, Siae. Tra le novità, la qualità delle reti familiari e la sicurezza percepita, il consumo di farmaci anti-obesità e gli incidenti stradali notturni, spesso fatali per i giovani.
Malgrado l’ampliamento dei dati, la ricerca denuncia ancora carenze nel monitoraggio territoriale dei servizi per le fasce più fragili della popolazione.
Il Mezzogiorno e le grandi città in coda
La forbice Nord-Sud resta ampia. Le province meridionali occupano gran parte delle ultime venti posizioni: Trapani è ultima tra gli anziani, Caltanissetta tra i bambini. I giovani del Sud faticano, ma a sorpresa non sono soli: anche le grandi città del Centro-Nord mostrano criticità. Roma, Milano, Napoli e Torino si collocano in fondo alla classifica dei giovani, penalizzate soprattutto dal caro-affitti: in queste città, l’affitto pesa per oltre il 30% sul reddito medio dichiarato.
L’autonomia (digitale) dei teenager
Accanto all’indagine quantitativa, il Sole 24 Ore ha pubblicato con Save the Children e Eumetra un sondaggio qualitativo sui ragazzi tra 11 e 15 anni. Ne emerge un quadro di bassa autonomia nella vita quotidiana: solo il 33% usa i mezzi pubblici da solo, meno della metà va a scuola senza adulti. In compenso, nell’ambiente digitale l’autonomia è massima: oltre il 78% usa tablet o pc in solitaria, l’80,5% lo smartphone.
Lo studio, condotto su 500 famiglie, offre un primo sguardo sulla Generazione Alpha e la parte più giovane della Gen Z, troppo spesso escluse dalle statistiche ufficiali.
L’indagine generazionale del Sole 24 Ore si conferma una bussola preziosa per leggere l’Italia che cambia (o che fatica a cambiare), in un Paese alle prese con la sfida demografica e la necessità urgente di un nuovo patto intergenerazionale.


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