Ricalibrato il bilancio energetico della Terra

Un nuovo studio sottolinea l’importanza di monitorare in modo accurato gli oceani e il bilancio energetico globale

Uno studio pubblicato su PNAS e guidato dall’Università di Reading ha ridefinito il bilancio energetico della Terra, rivelando dati sorprendenti che potrebbero cambiare le proiezioni sul cambiamento climatico. Il bilancio energetico terrestre rappresenta la differenza tra il calore trattenuto nel sistema climatico (forzante radiativa positiva) e quello irradiato nello Spazio (risposta radiativa negativa). Circa il 90% di questo squilibrio viene assorbito dagli oceani, rendendo le loro temperature un indicatore chiave.

I ricercatori hanno analizzato le temperature superficiali del mare per stimare il calore immagazzinato nelle profondità oceaniche dal 1880 a oggi. Il confronto tra questi dati e le stime del forzante radiativo ha evidenziato due fasi distinte. Prima del 1980, l’energia accumulata seguiva da vicino l’aumento della forzatura radiativa. Tuttavia, tra il 1980 e il 2020, lo squilibrio energetico ha continuato a crescere, ma più lentamente rispetto all’incremento dell’apporto energetico.

Il dato più sorprendente è che, dopo il 1980, una quota maggiore dell’energia in eccesso è stata riemessa nello Spazio, riducendo l’effetto netto di riscaldamento. Le cause di questo fenomeno rimangono incerte, ma secondo gli autori è fondamentale indagare ulteriormente, poiché traiettorie diverse dello squilibrio energetico potrebbero significare scenari climatici molto differenti in futuro.