Ricostruito il DNA Leonardo da Vinci, tra scienza, arte e storia

Dopo secoli di misteri, un’indagine genealogica e genetica senza precedenti apre nuove prospettive sulla vita e sull’identità biologica del genio rinascimentale

Per oltre 500 anni, Leonardo da Vinci è stato celebrato come uno dei più grandi geni dell’umanità, un maestro assoluto nel campo dell’arte, della scienza e dell’ingegneria. Oggi, grazie alla scienza, si compie un passo epocale verso la comprensione della sua identità biologica. Un gruppo di ricercatori italiani ha infatti ricostruito il profilo genetico del maestro rinascimentale, combinando ricerche genealogiche, analisi genetiche e studi storici in un progetto che unisce rigore scientifico e ambizione culturale.

Lo studio, frutto di trent’anni di lavoro condotto da Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato dell’Associazione per il Patrimonio Leonardo Da Vinci, è stato presentato nel libro “Geni’a Da Vinci. Genealogia e genetica per il DNA di Leonardo”, pubblicato da Angelo Pontecorboli Editore con il sostegno della Fondazione Richard Lounsbery e il patrocinio del Comune di Vinci. L’opera si inserisce nel più ampio “Progetto Leonardo DNA”, avviato nel 2016 sotto il coordinamento della Rockefeller University di New York, in collaborazione con istituzioni di fama internazionale come il J. Craig Venter Institute e l’Università di Firenze.

Una genealogia lunga sette secoli

Attraverso un meticoloso lavoro su fonti d’archivio, Vezzosi e Sabato sono riusciti a ricostruire l’albero genealogico della famiglia Da Vinci dal 1331 a oggi, documentando 21 generazioni e oltre 400 individui. Un’impresa che ha permesso di identificare 15 discendenti diretti in linea maschile, sei dei quali sono stati sottoposti a test genetici eseguiti sotto la direzione di David Caramelli, direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, e dell’antropologa forense Elena Pilli.

Il punto focale della ricerca è stato il cromosoma Y, trasmesso invariato di padre in figlio. I risultati hanno confermato la continuità genetica nella linea maschile dei Da Vinci almeno dalla quindicesima generazione. Una scoperta che apre nuove possibilità, inclusa la comparazione con eventuali tracce biologiche lasciate da Leonardo su manoscritti, opere o reliquie.

Sulle tracce dei resti del Genio

In parallelo, gli antropologi Alessandro Riga e Luca Bachechi hanno condotto scavi nella tomba di famiglia dei Da Vinci, situata nella Chiesa di Santa Croce a Vinci. Dai resti ossei recuperati, datati al radiocarbonio, le prime analisi paleogenomiche hanno individuato un individuo maschile compatibile con la linea parentale di Leonardo. Le prossime fasi della ricerca, guidate dalla biologa molecolare Martina Lari, mirano a confrontare il DNA antico con quello dei discendenti viventi. Se la corrispondenza sarà confermata, si potrà procedere alla ricostruzione del profilo genetico di Leonardo da Vinci.

Un viaggio tra DNA, arte e identità

Oltre agli aspetti scientifici, il progetto esplora la storia familiare e geografica di Leonardo. Gli autori hanno individuato 7 residenze storiche della famiglia Da Vinci e due proprietà appartenute direttamente a Leonardo. Particolare attenzione è dedicata alla figura del nonno Antonio, mercante di rilievo, e alla madre Caterina, la cui identità potrebbe essere stata quella di una schiava al servizio di una famiglia fiorentina, secondo nuove evidenze documentali.

Tra le rivelazioni più affascinanti, il libro presenta l’attribuzione a Leonardo di un grande disegno a carboncino, raffigurante un misterioso “Drago Unicorno”, scoperto in un antico palazzo di Vinci. L’opera, attualmente in fase di restauro, è al centro di ulteriori analisi artistiche e scientifiche.

Il volume indaga infine le intuzioni precoci di Leonardo sull’ereditarietà, che sembrano anticipare alcuni concetti moderni dell’epigenetica, e dedica un intero capitolo al confronto tra i tratti somatici dei discendenti viventi e l’autoritratto tradizionalmente attribuito al Maestro.

Verso il genoma del genio

La possibilità di sequenziare il genoma di Leonardo da Vinci apre scenari straordinari. Non solo per meglio comprendere la sua fisiologia e capacità cognitive, ma anche per gettare nuova luce sulle cause della sua morte e sulle condizioni di salute che potrebbero averne influenzato la vita e le opere.

La presentazione ufficiale del libro è prevista il 22 maggio 2025 al Teatro Vinci, mentre la ricerca sarà protagonista di un documentario e di una produzione cinematografica internazionale.

Questa indagine rappresenta una pietra miliare nella storia della scienza e della cultura: un ponte tra passato e futuro, che rafforza il legame tra Vinci e il suo figlio più illustre, e ridefinisce ciò che sappiamo su uno degli uomini più straordinari mai esistiti.