“Lo Spazio è un settore di avvenire, dà delle capacità e dalle prospettive nuove e i paesi europei si stanno attrezzando, sia a livello di budget che a livello normativo“: è quanto ha affermato il direttore degli affari interni dell’Agenzia Spaziale Europea Marco Ferrazzani, durante un appuntamento di “Voci dal futuro” organizzato dall’ANSA e dall’Asvis dove parla della new space economy e delle nuove potenzialità per le telecomunicazioni e per l’osservazione terrestre. Non si è investito “mai così tanto” nel settore ma “mentre le grandi potenze Cina, Russia e Stati Uniti hanno aumentato la loro capacità, l’Europa è passata da un 15% della fetta globale al 10% circa“, spiega Ferrazzani che aggiunge: “Noi dell’ESA stiamo proponendo una serie di nuove misure, nuovi programmi per colmare quelle aree in cui spendiamo di meno e quindi abbiamo meno capacità“.
“L’Europa è molto avanti nell’osservazione della Terra, per la meteorologia, la protezione del clima e la difesa planetaria. È meno avanzata per quanto riguarda alcuni sistemi di telecomunicazioni strategiche” perché non sono stati considerati prioritari come in altre parti del mondo.
“Una nuova fase è stata promossa dalle Nazioni Unite e noi dell’ESA la mettiamo come un obiettivo prioritario: quello dello spazio sostenibile. Tutto quello che lanciamo nello spazio deve tornare giù e deve mantenere la risorsa spaziale utile e sfruttabile per il futuro e per le future generazioni“, ha poi affermato Ferrazzani, riferendosi al il problema dei rifiuti spaziali, come resti di razzi e satelliti non più operativi. “Abbiamo degli programmi per andare a ritirare dalle orbite alcuni debris, cioè alcuni rifiuti che sono rimasti lì. Quindi c’è una missione ESA che dimostrerà la capacità di andare a ritirare alcuni oggetti che sono rimasti nello spazio“, aggiunge Ferrazzani ricordando l’obiettivo dell’agenzia europea Zero debris 2030. “Non vediamo lo stesso livello di impegno nelle altre potenze spaziali, soprattutto Paesi come Russia e Cina“. “Imparando a rispettare lo spazio abbiamo anche una finalità di sviluppo sostenibile sulla Terra perché tutto quello che impariamo su riciclo, uso delle risorse ed economie può avere una ricaduta diretta sulla vita quotidiana. Se sappiamo meglio utilizzare una risorsa limitata come l’acqua a bordo delle navette spaziali o studiamo il riciclo dei rifiuti sulla Luna o su Marte sono tecnologie che possiamo anche usare sulla Terra“.


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