“Marte è sempre stato uno dei nostri obiettivi, già nel post Apollo c’era un’idea di avvicinarci al pianeta più simile a quello terrestre. L’ostacolo vero è quello tecnologico, che stiamo cercando di colmare negli anni. Ma non vedo un raffreddamento dell’interesse”. Risponde così Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e colonello dell’Aeronautica Militare, alla domanda dell’Agenzia Dire che chiedeva se avesse riscontrato un abbassamento dell’interesse verso la corsa a Marte rispetto a qualche anno fa, quando veniva posto come obiettivo per il raggiungimento del Pianeta Rosso con una missione umana la metà degli anni ‘30. L’occasione è l’incontro con gli studenti dell’università ‘Sapienza’ e delle scuole superiori organizzato da ESA, Commissione europea e Parlamento europeo nello spazio ‘Europa experience-David Sassoli’ di Piazza Venezia, a Roma.
“Se negli anni ‘80 c’era una grandissima spinta, il pensiero era che sarebbe stato molto presto arrivare su Marte, si è fatto poi i conti con la realtà, anzi con tre realtà. La prima è quella politica, con la volontà di investire in un progetto che coinvolge tantissime persone e, quindi, da un punto di vista economico ha la necessità di un supporto che venga veramente da tutti. Poi l’aspetto tecnologico: comprendere che se si ha supporto politico e anche quello finanziario, è comunque indispensabile sviluppare le tecnologie che tuttora non sono esistenti prima di potersi spingere verso il Pianeta Rosso. Non credo ci sia stato un abbassamento di interesse, abbiamo compreso che prima di poter fare un passo così grande dobbiamo avere delle certezze che abbiamo sviluppato negli ultimi 25 anni di orbita bassa terrestre e che credo continueremo a sviluppare nei prossimi anni quando andremo verso la Luna“, ha affermato Parmitano.
“Marte affascina ma la Luna è il prossimo futuro”
Marte ha un fascino unico, ma è la Luna il prossimo futuro dell’esplorazione umana, ha detto Luca Parmitano. “Marte è affascinante, ma tornare sulla Luna come umanità credo sia un obiettivo di ispirazione per i prossimi anni“, ha osservato l’astronauta rispondendo alle domande degli studenti di Ingegneria aerospaziale della Sapienza Università di Roma e a quelli delle scuole superiori. La polo blu con la patch della sua ultima missione Beyond, Parmitano ha parlato delle nuove sfide tecnologiche e del futuro dell’esplorazione. Miniaturizzazione, supporti più efficienti per la fisiologia umana, capacità di produrre acqua e cibo nello spazio e, soprattutto, motori di nuova generazione. “È il momento di pensare a nuove fonti di energia”, ha detto, “ma la vera sfida per il futuro è pensare in modo innovativo”. A quasi 65 anni dal primo volo di un uomo nello spazio, secondo Parmitano “siamo all’inizio dell’uomo spaziale”.
“Non bisogna mai smettere di avere sogni e progetti“, ha detto. “È giusto avere sogni – ha proseguito – e la loro dimensione è quella di essere irrealizzabili, ma per il resto bisogna parlare di progetti e quello che dà soddisfazione è realizzarli”.
Quanto alla Luna, “per alcuni di noi è un sogno e un progetto: è entrambe le cose”, ha osservato a margine dell’evento. “È un progetto nel senso che io e i miei colleghi stiamo lavorando fattivamente ad alcuni dei programmi lunari, nel senso che Gateway è un nostro programma per quanto riguarda l’ESA”, ha aggiunto riferendosi alla stazione spaziale destinata a orbitare intorno alla Luna e a bordo della quale, secondo gli accordi fra ESA e NASA, dovrebbero volare tre astronauti europei nella missione Artemis 4.
Attualmente i minacciati tagli al budget della NASA da parte dell’amministrazione Trump stanno mettendo in forse la stessa costruzione della stazione spaziale Gateway: “non sappiamo ancora il verdetto, ma se tutto andrà come speriamo il progetto potrà vedere la luce”, ha detto l’astronauta. “Gateway – ha proseguito – è forse uno dei progetti per il volo spaziale umano più importanti che abbiamo al momento riguardo alla Luna e in questo senso il nostro apporto fattivo è un progetto. Ogni volta che proponiamo soluzioni o che proponiamo varianti e che ci avviciniamo all’organizzazione di questo progetto è un momento di grande soddisfazione. Poi resta un sogno nel senso che non torniamo sulla Luna come umanità dall’inizio degli anni ’70 e, quindi, pensare e sognare di poter far parte di un equipaggio che volerà intorno alla Luna o sulla Luna è sicuramente un sogno”.
IA, Parmitano: “nello spazio già in uso, quella futura sarà per il volo umano”
L’intelligenza artificiale? “Dovrà diventare assistenza ad equipaggi“ su viaggi di lunga durata, come quelli verso Luna e Marte, “a quel punto una vera IA sarà necessaria per la gestione delle operazioni. Noi al momento siamo con la Stazione Spaziale Internazionale a 400km, l’intervento da Terra è praticamente istantaneo. Ma quando ti sposti verso la Luna e soprattutto ti sposti verso Marte da cui la distanza è venti minuti luce per cui l’intervento da terra è impraticabile, un equipaggio che sarà di quattro o cinque persone non sarà in grado di gestire un’astronave interplanetaria, quindi sistemi come quelli dei film magari, non con la voce di George Clooney, è sicuramente una delle applicazioni che immagino”, ha spiegato ancora Parmitano. Nello spazio “l’IA viene già usata, pensiamo ai rover su Marte. Quella che verrà applicata in futuro sarà per il volo spaziale umano“, ha aggiunto.
Parmitano agli studenti: “pensate come nessuno ha mai fatto”
Grazie all’evento nello spazio ‘Europa Experience-David Sassoli’ è avvenuto un incontro denso e partecipato, in cui giovani studenti – sia universitari che liceali – hanno incontrato l’esperienza dell’astronauta Luca Parmitano. Primo comandante italiano sulla Stazione Spaziale Internazionale, con all’attivo più di 33 ore di ‘passeggiate spaziali’ e un incidente potenzialmente fatale nel 2013 da cui si è salvato grazie a competenza e sangue freddo, Parmitano ha offerto al giovane pubblico una breve lezione su lanciatori e veicoli spaziali, per poi rispondere alle numerose domande.
“Pensate ‘out of the box’, guardate il problema come farebbe un bambino che vede qualcosa e lo immagina in maniera completamente diversa. La sfida del futuro è pensare in maniera innovativa, come mai nessuno ha fatto”, suggerisce Parmitano, rievocando quando gli parlarono per la prima volta del razzo riutilizzabile Falcon 9: “non ci credevo, ero scettico, non pensavo potessero costruire un veicolo che potesse rientrare a terra. Felice di essermi sbagliato. La tecnologia negli USA è venti anni in avanti rispetto al resto del mondo”.
Ma nel panorama globale anche il nostro Paese ha un ruolo importante, sottolinea l’astronauta: “l’Italia ha una grande capacità di costruzione aerospaziale ed è qualcosa di cui andare orgogliosi”. In tema ‘made in Italy’ Parmitano cita anche l’accordo di Axiom Space con Prada per realizzare la tuta del futuro equipaggio che atterrerà sulla Luna. “Cosa c’entra la moda? Prada fa anche imbarcazioni estremamente avanzate, per questo Axiom si è rivolta a loro per parte della realizzazione di questo scafandro. Noi astronauti europei abbiamo un memorandum per provarlo. Spero di essere in lista”.
Gli studenti, quelli del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dell’università Sapienza di Roma, dell’Istituto Einaudi e dei Licei ‘Cavour’ e ‘Talete’, ma anche un giovanissimo aspirante astronauta di 14 anni arrivato da Padova per incontrarlo, gli hanno posto molte domande sul futuro dell’esplorazione spaziale e anche sulla gestione dello stress. AstroLuca non ha dubbi: “grandi o piccole, le responsabilità si affrontano tutte nello stesso modo. È esattamente lo stesso impegno, per me, riparare uno strumento da milioni di dollari o essere qui oggi a parlare con degli studenti. Non c’è nulla di più importante di quello che sto facendo adesso. Lo stress è un po’ il sale di quello che facciamo e migliora la nostra performance – sottolinea l’astronauta – L’addestramento è quello che ti sposta la curva dello stress in un modo che tu sia in grado di avere una ottima performance. Stress e paura sono legati all’ignoto, quando non siamo in controllo di un ambiente. Quello che possiamo fare è prepararci per avere più controllo possibile. La preparazione è la fortuna naturale per avere una capacità di performare sempre elevata. L’addestramento psicologico – risponde a una studentessa del corso magistrale di Ingegneria Aerospaziale – è allenarsi con le esperienze esponendosi a una varietà sempre più grande di problematiche e di situazioni che mi costringono ad apprendere, il che mi permette nella situazione di emergenza di usare consapevolezza e strumenti per tirarmene fuori“.
“Ho sempre affrontato gli esami a scuola come una prova quasi teatrale“, ha detto Luca Parmitano agli studenti. A poco più di due settimane dalla prima prova degli esami di maturità, l’astronauta ricorda come aver fatto teatro da ragazzo lo abbia aiutato anche a scuola: “gli esami sono un’opportunità per cercare di dimostrare quello che si è fatto” e “se si affrontano così si abbassa il livello di stress“. La cosa importante, ha aggiunto, è “capire che non c’è niente di più importante di quello che sto facendo adesso” e quando le cose si affrontano così lo stress può avere una funzione positiva: “se la conoscenza è una antidoto alla paura, la preparazione è un antidoto contro lo stress“. In ogni caso, ha concluso, “il controllo di noi stessi è nelle nostre mani”.
A livello personale, Parmitano, che ora vive e lavora a Houston dove è istruttore e valutatore, ammette: “certo che ho obiettivi per il futuro, non bisogna mai smettere di avere sogni”, mentre per il volo spaziale è pieno di entusiasmo e curiosità: “siamo solo all’inizio“.
Parmitano: “IRIS2 colma lacuna Ue sulla comunicazione satellitare”
Il progetto IRIS2, costellazione di circa 300 satelliti che fornirà una connessione a internet sicura e pubblica e che sarà operativa dal 2030, “nasce proprio per colmare una lacuna dell’Ue, perché al momento non esiste un sistema europeo integrato che permetta di fare comunicazioni autografate e sicure come certi altri sistemi satellitari che però, ricordiamo, non sono sistemi satellitari di nazionalità, ma sono privati”, ha affermato Luca Parmitano, intervenendo a margine dell’incontro con gli studenti degli istituti superiori e dell’Università La Sapienza di Roma al Centro Esperienza Europa – David Sassoli su IRIS2, progetto finanziato dall’Unione Europea e integrato dall’ESA, che ha come obiettivo portare l’Europa allo stesso livello degli altri Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti con Starlink, che hanno già una costellazione satellitare per le comunicazioni internet.
Rispetto a Starlink, il sistema di comunicazione satellitare sviluppato da SpaceX, Parmitano sottolinea che “il nostro concetto è un po’ più evoluto. Non vogliamo affidarci a un’azienda per avere questo tipo di tecnologia, ma vogliamo che sia gestito a livello governativo, perché la qualità, la sicurezza e anche la capacità di avere accesso a questi dati resta fondamentalmente nel nostro, all’interno del pubblico. Saremo noi cittadini a detenere il possesso di questo sistema, che è la grande differenza da quello che esiste al momento”.


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