Oggi SpaceX ha compiuto un nuovo balzo audace verso il futuro dell’esplorazione spaziale, lanciando per la 9ª volta il suo mastodontico razzo Starship. Nonostante il volo si sia concluso con la perdita di entrambi gli stadi del veicolo, la missione ha rappresentato un passo significativo per lo sviluppo di quello che Elon Musk ha definito più volte il veicolo che porterà l’umanità su Marte.
Starship, un test con tanti primati
Il volo, denominato Flight 9, si è distinto per diversi motivi. Per la prima volta SpaceX ha riutilizzato parte dell’hardware di volo: il primo stadio Super Heavy, soprannominato Booster 14, era già stato impiegato nel volo 7. Dei 33 motori Raptor, 29 erano già stati testati in volo. Ciò rappresenta un punto di svolta verso il riutilizzo completo e rapido, un pilastro della visione ingegneristica dell’azienda.
Il lancio è avvenuto da Starbase in Texas alle 19:37 ora locale del 27 maggio (01:37 di oggi in Italia), dopo un piccolo intoppo tecnico che ha richiesto un reset del countdown. Il razzo ha sollevato i suoi 120 metri di altezza spinto da una colonna di fuoco, confermando la spettacolarità di ogni lancio Starship.
Progressi e criticità
La separazione tra i 2 stadi si è svolta correttamente, e Ship (il secondo stadio) ha raggiunto lo Spazio suborbitale, un traguardo non scontato considerando che i 2 voli precedenti (gennaio e marzo) si erano conclusi con esplosioni. Tuttavia, il successo si è fermato lì: una perdita nei serbatoi di propellente ha causato la perdita del controllo d’assetto, impedendo la manovra di rientro controllato. Ship è quindi rientrata in atmosfera e si è disintegrata sopra l’Oceano Indiano.
Anche Super Heavy ha avuto un destino simile. Invece di tentare un atterraggio assistito dal sistema “chopsticks” della torre di lancio (che aveva avuto successo nei voli 7 e 8), il booster era destinato a uno “splashdown” controllato nel Golfo del Messico. Tuttavia, si è distrutto circa 6 minuti dopo il decollo, all’inizio della manovra di rientro.
Obiettivi mancati ma dati Preziosi
Uno degli esperimenti chiave del Flight 9 era l’apertura della baia di carico per il rilascio simulato di 8 satelliti Starlink di nuova generazione. La porta non si è aperta completamente, probabilmente a causa della perdita di pressione nei serbatoi, e il test è stato annullato. Inoltre, era previsto l’accensione in orbita di un motore Raptor, ma la perdita di controllo ha obbligato a rinunciare anche a questa fase.
Importanti erano anche i test sullo scudo termico: alcune piastrelle erano state volutamente rimosse o sostituite con materiali alternativi per uno stress test delle aree più vulnerabili. La disintegrazione del veicolo ha però impedito di raccogliere i dati necessari.
Nonostante questi insuccessi, SpaceX ha affermato di aver acquisito “molti dati utili da analizzare”, come dichiarato da Elon Musk su X, promettendo un’accelerazione nel ritmo dei lanci: i prossimi 3 voli potrebbero avvenire a intervalli di 3-4 settimane.
Coraggio tecnologico
“Stiamo cercando di fare qualcosa di impossibilmente difficile”, ha affermato Dan Huot del team comunicazione di SpaceX durante il webcast. “Non è un percorso lineare: ci saranno ostacoli e deviazioni”. Eppure, ha aggiunto, vedere Ship nello Spazio ha rappresentato un momento emozionante per tutto il team.
La trasparenza con cui SpaceX ha mostrato ogni fase del volo – inclusi i momenti di crisi – ha ricevuto il plauso anche da Jared Isaacman, futuro amministratore della NASA. “Alcuni si concentreranno sugli insuccessi” ha affermato, “ma questi saranno solo un capitolo di una storia ben più lunga”.
Starship, verso la Luna e oltre
Il programma Starship non è solo un test ingegneristico. È anche il fulcro della missione Artemis III della NASA, che prevede il ritorno dell’uomo sulla Luna nel 2027. Tre fallimenti consecutivi nel rientro controllato di Ship sollevano interrogativi sulla maturità del progetto, ma la filosofia iterativa di SpaceX – provare, fallire, analizzare, riprovare – rimane saldamente al centro della sua strategia.
Il Flight 9 è stato, in definitiva, una nuova lezione. Non ha portato a casa tutti gli obiettivi, ma ha avanzato la comprensione di un veicolo che potrebbe cambiare il destino dell’esplorazione spaziale. Come spesso accade nella storia dell’innovazione, i progressi veri sono costruiti anche sui fallimenti.





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