Erano le 00:51 di questa notte quando un forte terremoto, di magnitudo 5.9 secondo l’INGV e di magnitudo 6.0 secondo altri cenrti di calcolo sismico internazionali, ha colpito la Grecia sud/orientale, nel cuore del Mediterraneo. L’epicentro s’è verificato nei pressi delle isole di Scarpanto e Caso, nel Dodecaneso, ad oriente di Creta, non lontano da Rodi e dal confine con la Turchia. Ma l’elemento più rilevante di questa scossa è stato l’enorme risentimento sismico, che ha coinvolto anche il Sud Italia.
Il terremoto, infatti, è stato molto profondo con un ipocentro stimato tra 55 e 85km di profondità. Questo ha attutito gli effetti del sisma nelle zone epicentrali, dove c’è stato un forte risentimento sismico ma non si sono verificati danni. Allo stesso tempo, però, questa stessa notevole profondità ha esteso enormemente le aree interessate dallo scuotimento del suolo, coinvolgendo anche il Sud Italia. Infatti oltre 400 cittadini hanno compilato il questionario del servizio “Hai Sentito il Terremoto” dell’INGV, prevalentemente da Reggio Calabria (32), Catania (22), Siracusa (19), Ragusa (16), Taranto (15), Messina (12), Floridia (11), Modica (10), Cosenza e Potenza (8).
Molti cittadini hanno cercato informazioni per tutta la notte ma non hanno trovato riscontri su terremoti in loco, e non immaginavano di poter avvertire un sisma così lontano. Ebbene, è successo e può succedere quando i terremoti sono così profondi. La scossa di questa notte a Creta, infatti, si è avvertita persino in Egitto, Israele, Siria, Libano: su tutto il Mediterraneo orientale.
Lanciata allerta tsunami, poi rientrata
Le autorità greche hanno lanciato un’allerta tsunami per le zone costiere potenzialmente a rischio, invitando la popolazione ad allontanarsi immediatamente dalle spiagge. Il messaggio di emergenza è stato diffuso dal Ministero per la Crisi Climatica e la Protezione Civile tramite il sistema nazionale di allerta 112. Fortunatamente l’allarme maremoto è rientrato nella notte.
Una zona ad alta sismicità
La Grecia si trova su numerose faglie geologiche attive e i terremoti sono frequenti. Solo tra il 26 gennaio e il 13 febbraio di quest’anno, l’osservatorio sismologico dell’Università di Atene ha rilevato oltre 18.400 scosse – perlopiù di lieve entità – nell’area delle Cicladi, inclusa l’isola turistica di Santorini.
L’evento sismico odierno ha riportato all’attenzione dei cittadini e delle autorità il rischio concreto legato alla sismicità del Mediterraneo orientale, in particolare nelle zone a forte vocazione turistica come Creta, Rodi e le isole limitrofe. Le autorità continuano a monitorare la situazione e a valutare possibili repliche o conseguenze sul piano geologico e della sicurezza costiera.
Nella zona, si sono originati alcuni tra i più grandi terremoti-tsunami della storia del Mediterraneo, con un coinvolgimento diretto dell’Italia.






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