Un ex meccanico del Wisconsin, Tim Friede, ha intrapreso una missione singolare e pericolosa: farsi mordere volontariamente da serpenti velenosi per quasi 2 decenni. Ciò che a prima vista potrebbe sembrare un atto di autolesionismo si è rivelato un contributo cruciale alla scienza. Friede, ora direttore di erpetologia presso l’azienda californiana Centivax, sta collaborando con gli scienziati per sviluppare un antidoto universale contro i morsi di serpente, un problema che causa fino a 140mila decessi all’anno.
La sua singolare “auto-immunizzazione”, con oltre 200 morsi e 700 iniezioni di veleno, ha portato all’identificazione di anticorpi senza pari nel suo sangue. Il team di ricerca di Centivax, come riportato sulla rivista Cell, ha isolato 2 anticorpi ampiamente neutralizzanti efficaci contro le neurotossine degli elapidi, una delle famiglie di serpenti velenosi più letali. Esperimenti sui topi hanno dimostrato che un “cocktail” di questi anticorpi ha permesso la sopravvivenza ad alte dosi di veleno di 13 specie su 19 testate, offrendo una protezione parziale contro le restanti.
Questo risultato rappresenta un passo avanti significativo rispetto agli antidoti tradizionali, che sono spesso specifici per singole specie o addirittura varianti geografiche. Sebbene siano necessari ulteriori test e perfezionamenti, la ricerca sul sangue di Friede apre una promettente strada verso un antidoto universale che potrebbe salvare innumerevoli vite in tutto il mondo.


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