Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha recentemente dichiarato che l’Iran deve “abbandonare completamente” il suo programma di arricchimento dell’uranio e lo sviluppo di missili balistici, come condizione imprescindibile per raggiungere un nuovo accordo nucleare con Washington. In un’intervista a Fox News, Rubio ha affermato che Teheran dovrebbe rinunciare anche al sostegno a gruppi terroristici e milizie regionali, come gli Houthi in Yemen, e consentire ispezioni statunitensi in tutte le sue strutture nucleari, comprese quelle militari.
Queste dichiarazioni giungono in un momento di stallo nei negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran, con il rinvio di un previsto incontro a Roma. Rubio ha suggerito che l’Iran potrebbe mantenere un programma nucleare civile importando uranio arricchito, ma ha sottolineato che la produzione domestica di uranio arricchito non è accettabile per gli Stati Uniti.
La posizione dell’Iran
L’Iran, dal canto suo, insiste sul diritto di arricchire uranio per scopi pacifici, come previsto dal Trattato di non proliferazione nucleare, e ha respinto le richieste statunitensi come “false”. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito che Teheran non accetterà alcuna limitazione al proprio diritto sovrano di sviluppare energia nucleare per scopi civili. Il presidente Donald Trump ha minacciato nuove sanzioni contro chiunque acquisti petrolio iraniano e ha lasciato intendere che un’azione militare resta un’opzione ancora possibile. Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha espresso preoccupazione per le difficoltà nel monitorare il programma nucleare iraniano, a causa delle restrizioni imposte da Teheran all’accesso degli ispettori.
Le posizioni divergenti tra Stati Uniti e Iran, in particolare sulla questione dell’arricchimento dell’uranio, rappresentano un ostacolo significativo al raggiungimento di un nuovo accordo nucleare. Mentre Washington insiste su un completo abbandono dell’arricchimento da parte dell’Iran, Teheran considera questa richiesta una violazione del proprio diritto sovrano. La comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi della situazione, consapevole che un fallimento dei negoziati potrebbe avere gravi conseguenze per la stabilità della regione mediorientale e per la sicurezza globale. E’ quanto riporta The Washington Times.


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