Ghiaccio d’acqua cristallino è stato trovato per la prima volta nel polveroso disco di detriti che orbita attorno a una stella simile al Sole: la sua presenza, ipotizzata da anni, è stata finalmente confermata dai dati raccolti con lo spettrografo NirSpec del telescopio spaziale James Webb, puntato sulla giovane stella HD 181327, posta a 155 anni luce da noi. La scoperta, che aiuterà a capire meglio le dinamiche di formazione dei pianeti, è pubblicata sulla rivista Nature. Il telescopio Webb, gestito dalle agenzie spaziali di Europa, USA e Canada, “ha rilevato inequivocabilmente non solo ghiaccio d’acqua, ma ghiaccio d’acqua cristallino, che si trova anche in luoghi come gli anelli di Saturno e i corpi ghiacciati nella Fascia di Kuiper del nostro Sistema solare“, afferma l’astronomo Chen Xie della Johns Hopkins University di Baltimora.
Il ghiaccio scovato da Webb è combinato alle particelle di polvere come a formare minuscole palle di neve sporca, e costituisce un ingrediente di primaria importanza nei dischi delle stelle giovani: può infatti influenzare la formazione dei pianeti giganti e può anche essere trasportato da piccoli corpi celesti (come comete e asteroidi) verso pianeti rocciosi completamente formati. Il telescopio Webb ha scoperto inoltre che il ghiaccio d’acqua non è diffuso in maniera omogenea nel disco, ma si trova principalmente nelle zone più fredde e lontane dalla stella.
Si stima che HD 181327 abbia all’incirca 23 milioni di anni, e dunque sia molto più giovane rispetto al nostro Sole che ha 4,6 miliardi di anni. È anche leggermente più massiccia e più calda. Le osservazioni del telescopio Webb confermano che tra la stella e il suo disco di detriti c’è un’ampia area priva di polveri. Più lontano, il disco di detriti è simile alla Fascia di Kuiper del nostro Sistema Solare, dove si trovano pianeti nani, comete e altri frammenti di ghiaccio e roccia che talvolta collidono. Miliardi di anni fa, la nostra Fascia di Kuiper era probabilmente simile al disco di detriti di questa stella.
“HD 181327 è un sistema molto attivo“, aggiunge Chen Xie. “Nel suo disco di detriti ci sono collisioni regolari e continue. Quando questi corpi ghiacciati si scontrano, rilasciano minuscole particelle di ghiaccio d’acqua polveroso di dimensioni perfette per essere rilevate da Webb“.


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