Il 13 giugno 2010 la sonda giapponese Hayabusa, lanciata il 9 maggio 2003 dalla JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese), rientrò sulla Terra dopo un’epica missione di 7 anni nello Spazio profondo. La missione aveva un obiettivo senza precedenti: raggiungere l’asteroide 25143 Itokawa, prelevarne campioni e riportarli sulla Terra. Era la prima volta che una sonda riusciva a completare una simile impresa.
Hayabusa raggiunse Itokawa nel 2005, compiendo un rendezvous orbitale estremamente complesso. Nonostante diversi problemi tecnici, tra cui la perdita temporanea di comunicazione e danni al sistema di propulsione, la sonda riuscì ad atterrare sul piccolo asteroide lungo circa 500 metri e a raccogliere particelle dalla sua superficie.
Il 13 giugno 2010, dopo un viaggio di ritorno travagliato, la capsula contenente i campioni si staccò dalla sonda madre e atterrò con successo nel deserto australiano. Le minuscole particelle raccolte da Itokawa fornirono dati preziosi sulla composizione degli asteroidi e sulla formazione del Sstema Solare.
La missione Hayabusa rappresentò un traguardo tecnologico e scientifico per il Giappone e aprì la strada a nuove esplorazioni spaziali, tra cui la successiva e più ambiziosa Hayabusa2.


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