Il 14 giugno 1985 segna una data storica per l’integrazione europea. In Lussemburgo, nella cittadina di Schengen, situata al confine tra Lussemburgo, Francia e Germania, 5 Paesi membri della Comunità Economica Europea – Belgio, Francia, Germania Ovest, Lussemburgo e Paesi Bassi – hanno firmato gli Accordi di Schengen, dando il via a un processo che porterà, nel tempo, all’abolizione dei controlli alle frontiere interne.
Questo primo trattato, complementare a quello politico siglato nel giugno dello stesso anno, stabilisce le basi tecniche e giuridiche per la libera circolazione delle persone all’interno dei Paesi firmatari. L’accordo rappresenta un impegno concreto a favore dell’apertura e della cooperazione, volto a facilitare la mobilità dei cittadini europei e a rafforzare la sicurezza con misure comuni.
Sebbene gli effetti immediati non siano stati visibili, gli Accordi di Schengen hanno avviato un processo di integrazione che culminerà, 10 anni dopo, nell’entrata in vigore della convenzione applicativa. Questo passo ha contribuito a costruire l’idea di un’Europa unita non solo economicamente, ma anche umanamente, dove la libertà di movimento diventa un diritto fondamentale condiviso.


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