Un team di fisici dell’Università di Liegi, in collaborazione con la Brown University, ha compiuto un passo rivoluzionario nella manipolazione dei liquidi: modellare la superficie dell’acqua sfruttando la tensione superficiale. L’esperimento, condotto dal laboratorio GRASP, utilizza strutture coniche stampate in 3D poste a distanza ravvicinata per combinare i menischi generati da ogni singola spina. Il risultato? Un paesaggio liquido programmabile.
L’idea nasce da un principio semplice: ogni spina modifica leggermente la superficie dell’acqua, creando una curvatura locale chiamata menisco. Combinando centinaia di queste deformazioni, il team è riuscito a creare pendii, rilievi e persino forme complesse come l’Atomium di Bruxelles, tutto sulla superficie del liquido.
Questi rilievi non sono solo affascinanti da osservare. Essi possono guidare il movimento di particelle, biglie o goccioline semplicemente sfruttando la gravità. Gli oggetti più leggeri si muovono verso l’alto, mentre quelli più densi “scivolano” lungo le pendenze liquide. Un metodo completamente passivo, ma potenzialmente utile nella micromanipolazione, nella selezione delle particelle o nella rimozione di microplastiche e oli galleggianti.
Il prossimo passo? Integrare materiali attivi, sensibili a campi magnetici o in grado di cambiare forma, per scolpire il paesaggio liquido in tempo reale. Una scoperta che apre scenari promettenti per la microfluidica e il controllo ambientale.


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