Aitana Bonmati ricoverata per meningite virale: come si trasmette, sintomi e complicanze

Il calciatore del Barcellona ha avvertito i primi sintomi giovedì mentre era in ritiro con la nazionale

Il centrocampista spagnolo Aitana Bonmati è in ospedale per una meningite virale. La 27enne, che ha vinto il Pallone d’oro negli ultimi due anni, il premio Fifa Women’s Player of the Year nel 2023 e 2024, ha condiviso una foto su Instagram di se stessa da un letto d’ospedale mentre guardava l’amichevole della Spagna con il Giappone di ieri. La nazionale spagnola partirà domani per la Svizzera dove mercoledì iniziano i campionati europei, ma c’è apprensione per eventuali altri contagi anche se la meningite virale è meno grave di quella batterica.

“Parlare di meningite può essere spaventoso, ma è tutto sotto controllo” ha detto l’allenatore Montse Tome. “Aitana Bonmati è una giocatrice molto importante per noi. La aspetteremo il più a lungo possibile”. Il calciatore del Barcellona ha avvertito i primi sintomi giovedì mentre era in ritiro con la nazionale, ieri, dopo una serie di accertamenti, la decisione di ricoverarla.

La meningite virale

La meningite virale è un’infiammazione delle meningi dovuta a un’infezione virale. A differenza della meningite batterica, che può essere letale se non trattata rapidamente, la forma virale è spesso autolimitante e meno aggressiva, ma può comunque causare disagi significativi e, in rari casi, complicanze. I principali virus responsabili della meningite virale appartengono alla famiglia degli enterovirus (come Coxsackievirus e Echovirus), che si trasmettono facilmente attraverso il contatto diretto con secrezioni respiratorie o feci contaminate. Altri virus associati alla malattia includono:

  • Virus dell’herpes simplex (HSV)
  • Virus della varicella-zoster (VZV)
  • Virus della parotite (mumps)
  • Virus del morbillo (measles)
  • Virus West Nile e altri arbovirus (trasmessi da zanzare o altri insetti)

Come si trasmette

La trasmissione avviene principalmente:

  • Per via oro-fecale, soprattutto nei bambini
  • Attraverso goccioline respiratorie
  • Tramite contatto con superfici contaminate
  • Raramente, tramite punture di insetti infetti

L’infezione può iniziare come una malattia virale comune (raffreddore, diarrea, esantema) e successivamente raggiungere il sistema nervoso centrale.

I sintomi principali

I sintomi compaiono solitamente da 3 a 7 giorni dopo il contagio. I più comuni includono:

  • Febbre
  • Mal di testa intenso
  • Rigidità del collo
  • Nausea e vomito
  • fotofobia (fastidio alla luce)
  • Stato confusionale o irritabilità
  • Sonnolenza
  • Nei bambini piccoli possono manifestarsi anche pianto continuo, irritabilità, difficoltà ad alimentarsi e fontanella (la parte molle del cranio) tesa o gonfia.

Come viene diagnosticata

La diagnosi si basa sull’analisi del liquido cerebrospinale (CSF) prelevato tramite puntura lombare, che permette di distinguere tra meningite virale e batterica. Esami del sangue, TAC o risonanza magnetica possono essere richiesti per escludere altre patologie.

Trattamento

Nella maggior parte dei casi, la meningite virale guarisce spontaneamente in 7-10 giorni. Il trattamento è sintomatico:

  • Riposo
  • Idratazione
  • Antipiretici e analgesici per febbre e dolore
  • Nel caso di meningite da herpesvirus, si somministra un antivirale specifico (come l’aciclovir).

Esistono complicanze?

Le complicanze sono rare, ma possibili, soprattutto in neonati, anziani o soggetti immunocompromessi. Possono includere:

  • Convulsioni
  • Problemi cognitivi temporanei
  • Ipoacusia
  • Encefalite (in rari casi)

Come si previene

La prevenzione passa principalmente attraverso:

  • Igiene delle mani
  • Corretta gestione delle feci nei bambini piccoli
  • Vaccinazione contro morbillo, parotite, varicella e influenza (che possono prevenire virus potenzialmente responsabili).
  • Protezione dalle punture di zanzare nei paesi a rischio di arbovirus

Quando rivolgersi al medico

In presenza di febbre alta, mal di testa forte, rigidità del collo e confusione, è fondamentale consultare subito un medico o recarsi al pronto soccorso. Anche nei bambini, qualsiasi sintomo neurologico o febbre persistente va valutato tempestivamente.