Ammontano a oltre 175 milioni di euro gli importi dei danni in Valle d’Aosta per le recenti alluvioni del giugno 2024 e dell’aprile 2025. A fornire il dato è stato il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, durante un incontro a Palazzo regionale con il capo della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano. “Nel 2024 – ha spiegato – i danni complessivi sono stati di circa 160 milioni di euro. Di questi, lo Stato ha stanziato circa 57 milioni. A tali risorse si aggiungono 11 milioni di ristori da parte del Ministero del Turismo e poco meno di 4 milioni provenienti dall’Unione Europea, che ha riconosciuto una quota degli interventi attraverso specifici procedimenti normativi. La restante parte del fabbisogno è attualmente in corso di copertura attraverso il bilancio regionale. Per quanto riguarda, invece, gli interventi relativi all’evento di aprile, i primi stimati ammontano a circa 16 milioni di euro. Di questa somma, circa la metà è già stata anticipata ai Comuni tramite una legge specifica, con l’obiettivo di sostenere in particolare quelli più piccoli, privi di adeguate risorse di bilancio. Sono inoltre previste ulteriori attività per un importo compreso tra i 12 e i 13 milioni di euro, finalizzate alla messa in sicurezza del territorio e al ripristino dei danni subiti”.
“Con il capo della Protezione Civile – ha aggiunto Testolin – è stata condivisa la necessità di mantenere aperto, anche dopo il luglio 2025, lo stato di emergenza relativo all’alluvione del 29-30 giugno dello scorso anno. Una decisione che si rende necessaria principalmente per agevolare le attività legate al ripristino dei danni subiti con procedure semplificate. Parallelamente, è in fase di attesa di risposta la richiesta di un nuovo stato di emergenza per le forti piogge e dalla nevicata del 16-17 aprile 2025. L’istruttoria è in fase avanzata e a breve ci sarà l’emanazione del decreto”.
“Ho potuto constatare ancora una volta – ha poi osservato Fabio Ciciliano – quanto la realtà valdostana di Protezione Civile sia un esempio di organizzazione e di efficacia negli interventi e come la collaborazione istituzionale instaurata con il Dipartimento nazionale sia molto forte“.


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