Un team di scienziati del Politecnico Federale di Zurigo ha sviluppato un innovativo materiale da costruzione vivente in grado di crescere autonomamente e assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. I risultati, pubblicati su Nature Communications, aprono la strada a edifici capaci di funzionare come veri e propri “alberi urbani”.
Il segreto del materiale è la presenza di cianobatteri fotosintetici, microrganismi in grado di trasformare luce solare, acqua e CO₂ in biomassa e minerali. Inseriti in un idrogel, un composto gelatinoso ricco d’acqua, i batteri restano attivi e vitali per oltre un anno, riuscendo a catturare in media 26 milligrammi di CO₂ per ogni grammo di materiale. Nel tempo, i minerali prodotti induriscono la struttura, rendendola sempre più resistente.
Una delle caratteristiche più promettenti di questo materiale è la sua plasmabilità tramite stampa 3D, che permette di creare forme complesse e adattabili all’architettura urbana. Due installazioni sperimentali sono già state presentate alla Biennale di Architettura di Venezia e alla Triennale di Milano: una di queste, alta 3 metri, è in grado di trattenere fino a 18 chilogrammi di CO₂ l’anno, pari a quanto riesce ad assorbire un pino ventenne.
Il progetto, guidato da Mark Tibbitt, rappresenta un passo concreto verso costruzioni ecocompatibili e intelligenti, capaci di interagire attivamente con l’ambiente urbano.


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