Un recente rapporto della Resolution Foundation, uno dei più influenti think tank britannici, solleva un tema destinato a suscitare dibattito: i proprietari di auto elettriche dovrebbero pagare bollette dell’elettricità più alte se ricaricano i veicoli nelle ore di punta, in particolare tra le 16:30 e le 20:00. L’obiettivo è spingerli verso una ricarica notturna, più economica e sostenibile per il sistema elettrico nazionale. Distribuire elettricità nelle ore serali comporta costi circa doppi rispetto al resto della giornata. Tuttavia, nel Regno Unito il prezzo dell’energia è attualmente fisso, indipendentemente dal momento del consumo: ciò significa che il costo maggiore delle ore di punta viene distribuito su tutta la giornata, a carico di tutti i consumatori.
Secondo la Resolution Foundation, l’adozione su larga scala dei veicoli elettrici rischia di mettere sotto pressione questo sistema. Un numero crescente di automobilisti che ricaricano le batterie al ritorno dal lavoro potrebbe causare un’impennata della domanda serale, facendo aumentare i costi di rete e, di conseguenza, le bollette per tutti. “Con la diffusione delle auto elettriche, chi non sposta il proprio consumo fuori dalle ore di punta contribuirà ad aumentare la domanda e i costi del sistema, facendo lievitare le bollette anche per gli altri”, si legge nel rapporto.
La proposta: superare il tetto massimo per i grandi consumatori
Il think tank propone di abolire il tetto ai prezzi dell’energia per i possessori di auto elettriche che consumano troppo nelle ore critiche, introducendo al suo posto tariffe variabili basate sul momento della ricarica. In pratica, chi carica la propria auto di sera pagherebbe di più, mentre chi la ricarica di notte risparmierebbe. “Il Governo dovrebbe stabilire una soglia di consumo oltre la quale non si applica il prezzo fisso, facendo così migrare queste famiglie verso tariffe variabili”, suggerisce il rapporto.
Zachary Leather, autore dello studio, sottolinea come la transizione verso un sistema basato su fonti rinnovabili richieda maggiore flessibilità: “il vento e il sole non si accendono e spengono a comando, perciò dobbiamo adattare la domanda all’offerta”. Secondo le stime, una famiglia con veicolo elettrico potrebbe risparmiare fino a 120 sterline all’anno semplicemente caricando l’auto di notte.
Prezzi zonali: una rivoluzione in vista
Il documento si inserisce in un contesto di revisione più ampio del mercato elettrico britannico, che potrebbe includere l’introduzione della zonal pricing, ovvero tariffe diverse a seconda della zona geografica. Questo sistema, già adottato in Paesi come Italia, Australia e Svezia, prevederebbe che il prezzo dell’elettricità vari in base a domanda e offerta locali. Tuttavia, l’adozione in Regno Unito potrebbe generare disparità territoriali, con il Sud dell’Inghilterra – dove la domanda è più alta – soggetto a tariffe più elevate. Il Segretario all’Energia Ed Miliband sta valutando l’inserimento di questo modello nella Review of Electricity Market Arrangements.
Secondo la Resolution Foundation, un sistema più flessibile potrebbe generare un risparmio medio di 200 sterline l’anno per le famiglie. Ma avverte anche dei possibili effetti collaterali: le famiglie a basso reddito con consumi inevitabili nelle ore serali potrebbero risultare penalizzate. “Il Governo deve evitare che le riforme penalizzino le famiglie vulnerabili, con bisogni energetici non flessibili”, conclude Leather.
La risposta del Governo
Un portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Energetica e lo Zero Netto ha confermato l’impegno dell’esecutivo verso un sistema più flessibile: “le tariffe notturne già oggi offrono risparmi fino al 75% per i proprietari di auto elettriche. Vogliamo incentivare l’uso dell’energia quando costa meno”.
La transizione verso un sistema energetico più pulito e sostenibile passa anche da scelte politiche difficili. Premiare i comportamenti virtuosi e disincentivare quelli più onerosi per il sistema potrebbe aiutare a contenere i costi per tutti. Ma il rischio di creare nuove disuguaglianze sociali impone al Governo un’attenta valutazione delle misure da adottare.


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