Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), il 96% delle acque di balneazione nell’Unione Europea rispetta gli standard minimi di qualità, con l’85% classificato come “eccellente” e solo l’1,5% giudicato “scarso”. L’indagine, che ha analizzato oltre 22mila siti nel 2024 in UE, Albania e Svizzera, si basa sui livelli di batteri derivanti da inquinamento da reflui o allevamenti.
Cipro guida la classifica europea con il 99,2% delle acque in condizioni eccellenti, seguita da Bulgaria, Grecia, Austria e Croazia. All’opposto, l’Albania registra un netto calo, con solo il 16% delle acque eccellenti, in discesa di oltre 25 punti rispetto all’anno precedente. La Polonia mostra un lieve miglioramento, mentre la Francia resta sotto la media UE con il 74,2% di acque eccellenti e il 3,4% classificate come scarse.
La qualità risulta generalmente migliore lungo le coste, dove il ricambio idrico favorisce l’autodepurazione. Laghi e fiumi, invece, sono più vulnerabili a eventi climatici estremi. Nel 2023, 321 siti hanno mostrato qualità scarsa, 67 hanno registrato miglioramenti, ma resta l’obbligo di vietare la balneazione se persistono rischi sanitari.


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