Centinaia di centrali idroelettriche in Amazzonia ma non sono così ecologiche: lo studio

I bacini idrici rilasciano milioni di tonnellate di metano e anidride carbonica mentre la vegetazione marcisce sott'acqua

Centinaia di centrali idroelettriche sono state costruite in Amazzonia per sfruttare l’energia ‘verde’ generata dal suo network fluviale. Ma i ricercatori ora sanno che non sono così ecologiche come si pensava, e uno studio lo conferma. I bacini idrici rilasciano, infatti, milioni di tonnellate di metano e anidride carbonica mentre la vegetazione marcisce sott’acqua. Dighe come quella brasiliana di Belo Monte, lungo uno dei principali affluenti del Rio delle Amazzoni, il fiume Xingu, che ha bacini più piccoli e canali che consentono una portata ridotta, miravano a risolvere questo problema, ma uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances indica che non è così.

Si vedono le bolle”: è stata la prima reazione del ricercatore Dailson Bertassoli quando è andato a misurare le emissioni di gas serra nella centrale di Belo Monte. Il suo team ha studiato le emissioni di metano e anidride carbonica durante i primi due anni di attività di Belo Monte e ha confrontato i risultati con i livelli registrati prima che i bacini fossero riempiti. Ha riscontrato un triplicarsi delle emissioni di gas serra.

Una volta che si inonda la terra asciutta, la materia organica che era intrappolata nel suolo inizia a degradarsi”, ha detto il professore di geologia e cambiamenti climatici dell’Università di San Paolo. Questa è la causa delle bolle che ha visto nel bacino della centrale. “Invece di un fiume naturale, ora abbiamo un reattore che favorisce la produzione di metano”, aggiunge.

Per Andre Sawakuchi, anch’egli professore all’Università di San Paolo e specializzato in cambiamenti climatici, che ha partecipato allo studio, quest’ultimo mette in luce due questioni da tenere in considerazione nella costruzione di centrali idroelettriche nella regione. Una è “l’impatto ambientale locale sulle specie acquatiche specifiche della regione, l’altra è l’impatto sociale sulle comunità indigene che vivono lungo il fiume”, ha detto. È importante, sostiene, non ostacolare l’Amazzonia e non “disturbare questo ciclo naturale con centrali idroelettriche”.

Gli autori concludono nel loro studio che se il Brasile deve continuare a costruire dighe sul Rio delle Amazzoni, allora deve almeno evitare di inondare la vegetazione e aumentare la produzione di gas serra.