La Commissione europea ha proposto oggi a Bruxelles un regolamento Ue sullo spazio (“EU Space Act“) per migliorare l’accesso al mercato, anche riducendone la frammentazione, e per rafforzare la sicurezza spaziale e sostenibilità ambientale del settore. La proposta di regolamento comprende misure per rendere il settore spaziale europeo più sostenibile, più sicuro e più competitivo in Europa e sui mercati di esportazione per le imprese europee. Le norme spaziali europee sono attualmente frammentate, con molti approcci nazionali diversi e la mancanza di un vero e proprio mercato unico. “Questa frammentazione – osserva la Commissione in una nota – frena l’innovazione, riduce la quota di mercato europea” nell’economia globale, “crea costi aggiuntivi”.
La Commissione sottolinea che “un quadro chiaro e armonizzato a livello europeo garantirà sicurezza, resilienza e responsabilità ambientale in tutta l’Unione, aiutando al contempo le aziende a crescere e ad espandersi oltre confine“. Inoltre, “lo EU Space Act intende ridurre la burocrazia, proteggere le risorse spaziali e creare condizioni di concorrenza eque e prevedibili per le imprese”.
Tre pilastri fondamentali
La proposta si basa su tre pilastri fondamentali: sicurezza, in uno spazio sempre più congestionato; resilienza, nel settore che è sempre più conteso e sottoposto ad attacchi e rischi per la sicurezza; sostenibilità ambientale.
Sicurezza
Per quanto riguarda la sicurezza, spiega la Commissione, “lo spazio sta diventando sempre più congestionato. Oggi sono in orbita 11.000 satelliti e si prevede che altri 50.000 saranno lanciati nel prossimo decennio. Allo stesso tempo, oltre 128 milioni di detriti circolano già nello spazio, aumentando notevolmente il rischio di collisioni. Nel peggiore dei casi, questo potrebbe innescare collisioni a cascata che renderebbero inutilizzabili orbite chiave e interromperebbero l’accesso a servizi satellitari vitali”.
“Per prevenire ciò, l’EU Space Act introduce misure per migliorare il tracciamento degli oggetti spaziali e limitare la formazione di nuovi detriti, inclusi requisiti per lo smaltimento sicuro dei satelliti al termine della loro vita operativa”.
Resilienza
Il concetto di resilienza (capacità di resistenza) riguarda invece il fatto che “le infrastrutture spaziali affrontano crescenti minacce da attacchi informatici e interferenze elettroniche che prendono di mira satelliti, stazioni terrestri e collegamenti di comunicazione. Questi attacchi possono portare alla perdita di satelliti o all’interruzione di servizi critici”.
“Lo EU Space Act richiederà pertanto – annuncia la Commissione – a tutti gli operatori spaziali di condurre valutazioni approfondite del rischio durante l’intero ciclo di vita di un satellite, applicando norme di sicurezza informatica e segnalazioni di incidenti specifiche per il settore spaziale”.
Sostenibilità
Per quanto concerne la sostenibilità, infine, la Commissione nota che “con la crescita delle attività spaziali, la gestione delle risorse, delle emissioni di CO2 e dei detriti diventa fondamentale. Misurare l’impatto ambientale consente al settore di ridurre il proprio impatto ambientale e sostenere la sostenibilità dell’Ue“.
Il regolamento quindi “stabilirà norme comuni per misurare questi impatti. Queste norme garantiranno dati coerenti e verificati e incoraggeranno l’innovazione in settori come la manutenzione spaziale, per prolungare la vita utile dei satelliti e ridurre i detriti”.
Le nuove norme, precisa la nota della Commissione, “si applicheranno sia alle risorse spaziali dell’Ue che a quelle nazionali, nonché agli operatori extra-Ue che offrono servizi in Europa. I requisiti normativi saranno adattati alle dimensioni e al livello di maturità delle aziende e valutati in base ai rischi connessi”. Sarà anche offerto un supporto “per mitigare i potenziali costi per il settore”, che includerà “il rafforzamento delle capacità, l’accesso alle strutture per i test e il supporto agli operatori spaziali nella preparazione delle domande di autorizzazione“. Il sostegno sarà diretto in particolare alle start-up e alle Pmi.
La proposta di regolamento sarà ora sottoposta ai co-legislatori, il Consiglio Ue e il Parlamento europeo, per l’adozione finale secondo il processo decisionale previsto per la legislazione ordinaria (co-decisione).
La “Visione per l’economia spaziale europea”
Oltre allo “Space Act”, la Commissione ha presentato oggi anche una “Visione per l’economia spaziale europea”, volta ad “affrontare l’evoluzione dell’economia spaziale globale e le sfide poste dalla concorrenza internazionale e dalle tensioni geopolitiche“. Lo spazio, ricorda ancora la Commissione, “è un settore di mercato ad alta crescita che contribuisce alla competitività dell’Ue“, e che “comprende l’industria spaziale europea (manifatturiera e servizi), i servizi spaziali in numerosi settori di mercato, dal clima e ambiente, all’agricoltura, all’energia, ai trasporti, alle assicurazioni e alle banche o alla sicurezza e difesa“.
Kubilius: “intesa Italia-Starlink? Condizioni uguali per tutti”
Se il governo italiano volesse stringere un accordo con Starlink, dovrebbe rispettare “una serie di condizioni” poste nell’EU Space Act che “saranno uguali per tutti gli Stati membri“. Lo ha detto il Commissario europeo alla Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, in conferenza stampa, rispondendo a una domanda in merito all’impatto della nuova normativa su un’eventuale intesa di Roma con l’azienda leader di Elon Musk. “La questione – ha aggiunto – sta nel creare parità di condizioni per tutti gli operatori spaziali che vogliono operare sul territorio dell’Unione europea, incluso Starlink o altri”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?