Il Giappone ha registrato un drammatico calo delle nascite nel 2024: per la prima volta da quando si tengono registrazioni ufficiali (dal 1899), il numero di bambini nati da cittadini giapponesi è sceso sotto la soglia delle 700mila unità. Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, nel corso dell’anno sono nati solo 686.061 bambini, con un calo di 41.227 rispetto al 2023. È il 9° anno consecutivo di declino.
Il dato ha superato le peggiori previsioni demografiche: secondo l’Istituto Nazionale per la Ricerca sulla Popolazione e la Sicurezza Sociale, un livello così basso era atteso solo per il 2039. Questo anticipo di 15 anni rispetto alle stime ha suscitato forte preoccupazione tra le autorità nipponiche.
Un altro indicatore critico è il tasso di fertilità, ovvero il numero medio di figli per donna, sceso nel 2024 a 1,15, nuovo minimo storico. Si tratta di una diminuzione di 0,05 rispetto all’anno precedente, che contribuisce ad accentuare la crisi demografica.
Parallelamente, il numero di decessi ha raggiunto un nuovo massimo con 1.605.298 morti, in aumento di oltre 29mila unità rispetto al 2023. Il saldo naturale della popolazione (nascite meno morti) è dunque negativo per 919.237 persone: si tratta del calo più ampio mai registrato in un solo anno.
Il governo attribuisce questo crollo a più fattori: la riduzione delle coorti giovanili, l’aumento dell’età media al matrimonio e alla maternità, nonché difficoltà economiche e sociali che scoraggiano le nuove generazioni dal mettere su famiglia. Il Ministero della Salute ha parlato di “senso di crisi” e ha ribadito l’intenzione di rafforzare le politiche per invertire la tendenza, anche se i risultati finora si sono dimostrati modesti.


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