Due giovani esopianeti rivelano nubi di silicato e un disco circumplanetario grazie al JWST

Le osservazioni spettroscopiche nel medio infrarosso condotte con JWST hanno permesso di rilevare direttamente nubi di silicato

Il telescopio spaziale James Webb (JWST) ha ottenuto immagini spettacolari del sistema YSES-1, una giovane stella simile al Sole accompagnata da due giganti gassosi: YSES-1 b e YSES-1 c. I risultati, pubblicati questa settimana su Nature da Kielan Hoch e colleghi, offrono uno sguardo inedito sulle prime fasi della formazione planetaria e dell’evoluzione atmosferica. Situato a circa 94 parsec nella regione di formazione stellare Sco-Cen, YSES-1 è una stella di tipo solare con due pianeti giganti, separati da circa 160 e 320 unità astronomiche. YSES-1 b è il più vicino e massiccio (~14 masse gioviane), mentre YSES-1 c è più piccolo (~6 MJ) ma anche più lontano. Entrambi presentano colori insolitamente rossi rispetto ad altri esopianeti o nane brune, segnale di condizioni atmosferiche particolari.

Nubi di silicato su YSES-1 c

Le osservazioni spettroscopiche nel medio infrarosso condotte con JWST hanno permesso di rilevare direttamente nubi di silicato nell’atmosfera del pianeta più esterno, YSES-1 c, attraverso una caratteristica assorbente tra i 9 e i 12 micron. Le analisi hanno identificato particelle submicroniche (<0.1 μm), composte principalmente da pirosseno arricchito in ferro o da una combinazione di MgSiO₃ e Mg₂SiO₄ amorfi. Queste nubi contribuiscono significativamente all’arrossamento spettrale del pianeta. “Questa è la prima conferma diretta della presenza di nubi di silicato in un esopianeta giovane grazie all’identificazione di questa firma spettrale”, affermano gli autori.

L’inclinazione orbitale (~81°) suggerisce una visione equatoriale, massimizzando l’assorbimento delle nubi. Il profilo termico dell’atmosfera è caratterizzato da un gradiente molto tenue, responsabile di un ulteriore arrossamento del flusso osservato.

Un disco circumplanetario attorno a YSES-1 b

Mentre YSES-1 b è troppo caldo per ospitare nubi di silicato atmosferiche, JWST ha rilevato un eccesso di emissione infrarossa tra 4 e 14 micron, indicativo della presenza di un disco circumplanetario (CPD). L’emissione spettrale mostra una caratteristica ampia tra 8–11 µm, associata alla presenza di grani di olivina (MgFeSiO₄) di dimensioni ~0.6 μm. Il disco ha una temperatura di circa 485 K e un’estensione compresa tra 12 e 35 raggi gioviani. Secondo gli autori, questo materiale potrebbe essere il prodotto di collisioni tra planetesimi o il risultato di processi di formazione lunare in corso.

Significato delle scoperte

Queste osservazioni rappresentano:

  • La prima rilevazione diretta di nubi di silicato in un esopianeta gioviano giovane.
  • La prima conferma spettrale diretta di grani di silicato in un disco circumplanetario.
  • Un passo fondamentale per comprendere come si evolvono le atmosfere e si formano i satelliti naturali attorno ai pianeti giganti.

Inoltre, i risultati sottolineano l’importanza di JWST per l’osservazione diretta di esopianeti e la caratterizzazione delle loro atmosfere in lunghezze d’onda prima inaccessibili. Il sistema YSES-1 è oggi un punto di riferimento per lo studio della formazione planetaria. I modelli attuali, pur avanzati, mostrano limiti significativi, specialmente nel rappresentare accuratamente le proprietà delle nubi e l’interazione tra disco e pianeta. Studi futuri con JWST e strumenti ad alta risoluzione potranno affinare ulteriormente i modelli e chiarire i meccanismi fisici alla base della formazione di pianeti e lune.