Etna, Branca (INGV): “l’attività non era così intensa dal 2021”

Stefano Branca, direttore dell'INGV-Osservatorio Etneo di Catania: “eruzione spettacolare, pericolo solo ad alta quota”
eruzione etna 2 giugno 2025
Foto Stefania Cosentino
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foto di Peppe Caridi © MeteoWeb
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Etna, il flusso piroclastico impressionante di questa mattina
Foto Nunzio Santonocito
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Foto Antonella Infanta
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È crollato il livello del tremore vulcanico dell’Etna, che misura l’energia presente nei condotti magmatici interni e che, secondo il monitoraggio dell’INGV di Catania, si attesta su valori bassi. Segnale che la nuova fase eruttiva del vulcano attivo più alto d’Europa, che oggi ha dato origine ad esplosioni e ad uno spettacolare flusso piroclastico, è in via di esaurimento. Intanto è sceso a giallo il livello di allerta dell’avviso per l’aviazione, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), emesso dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, di Catania, sull’Etna. Il bollettino segnala l’assenza di emissione di cenere lavica dai crateri sommitali.

Secondo il direttore dell’INGV-Osservatorio Etneo di Catania, Stefano Branca, “era dal febbraio 2021 che sull’Etna non si registrava un’attività vulcanica così intensa” e un episodio analogo “è accaduto nel 2014″. Una fase spettacolare ma, spiega Branca, con “un livello di pericolosità limitato nell’area sommitale dell’Etna, il cui accesso era stato chiuso preventivamente a turisti e curiosi”.

“Nel corso della tipica attività esplosiva dell’Etna, che è iniziata stanotte, si è registrato un fenomeno più intenso intorno alle 11.20 di stamattina, che ha generato un flusso piroclastico nella desertica valle del Bove. Rimane comunque un livello di pericolosità limitato nell’area sommitale, il cui accesso è stato subito chiuso ai turisti. Questo episodio rientra in fenomeni meno frequenti, ma che comunque ormai caratterizzano l’attività esplosiva dell’Etna negli ultimi 20 anni”, ha spiegato Branca all’Adnkronos. “Ora il fenomeno sta andando a regredire, mentre la fase pericolosa si è ormai conclusa. Il sistema di Protezione Civile – aggiunge – funziona molto bene perché la zona sommitale era stata già chiusa preventivamente e tutto il sistema di allertamento ha funzionato”.