Etna, cosa è successo nel primo parossismo dopo un anno e mezzo

"L'Etna non è affatto un vulcano "buono", ma semplicemente un vulcano attivo, molto attivo": il vulcanologo Boris Behcnke spiega cosa è accaduto oggi
Foto Stefania Cosentino
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foto di Peppe Caridi © MeteoWeb
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Etna, il flusso piroclastico impressionante di questa mattina
Foto Nunzio Santonocito
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Foto Antonella Infanta
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Oggi l’Etna ha regalato spettacolo con una potente eruzione, caratterizzata da fontane di lava, esplosioni e un poderoso flusso piroclastico. Boris Behncke, vulcanologo dell’INGV, riassume in un post su Facebook quanto successo oggi sul vulcano attivo più alto d’Europa. “L’Etna è spesso considerato un vulcano “gentile” e “non-esplosivo”, la cui attività è caratterizzata principalmente dall’emissione di colate di lava. Invece si tratta di un vulcano estremamente versatile, e soprattutto negli ultimi 25-30 anni si osserva un notevole aumento nella frequenza di eventi fortemente esplosivi. Questi si manifestano spesso in forma di brevi episodi molto violenti, conosciuti come parossismi o episodi di fontane di lava, esclusivamente ai crateri sommitali del vulcano, e soprattutto al più giovane dei 4 crateri sommitali: il Cratere di Sud-Est”, scrive Behncke.

Per due mesi, dal 15 marzo al 12 maggio 2025, il Cratere di Sud-Est ci ha regalato lo spettacolo di piccoli episodi di modesta attività esplosiva (stromboliana) e colatine di lava. Poi ha taciuto per tre settimane, e la mattina del 2 giugno ha fatto il suo primo parossismo dopo un anno e mezzo (dall’1 dicembre 2023). Un parossismo come tanti altri, solo che è avvenuto in condizioni meteo eccezionali, e al culmine è crollato una parte del fianco nord-orientale del Cratere di Sud-Est, innescando un flusso piroclastico. Fortunatamente il flusso si è riversato verso la Valle del Leone e poi la Valle del Leone, zone completamente desertiche. Tuttavia sono state tante le persone che hanno visto, fotografato e filmato, da lontano ma anche da più vicino, fortunatamente non *troppo* vicino. Il flusso ha percorso un paio di chilometri, e ha generato un immenso pennacchio di color marrone grigiastro scuro”, continua il vulcanologo.

“Non è una novità sull’Etna, ci sono stati eventi simili negli ultimi anni, come i flussi piroclastici del 10 febbraio 2022 e 11 febbraio 2014, ma quello di oggi potrebbe essere stato un po’ più grande. Segno che l’Etna non è affatto un vulcano “buono”, ma semplicemente un vulcano attivo, molto attivo – e incredibilmente affascinante!”, conclude Behncke.