Uno studio pubblicato su Science Advances lancia un nuovo allarme sull’innalzamento del livello del mare. Analizzando fossili di corallo ritrovati alle Seychelles, nell’Oceano Indiano, un team guidato dalla geologa Andrea Dutton dell’Università del Wisconsin ha ricostruito con grande precisione le variazioni marine avvenute circa 123mila anni fa, durante l’Ultimo Interglaciale. In quel periodo, le temperature globali erano simili a quelle attuali e le calotte glaciali quasi del tutto scomparse.
I dati raccolti indicano che il livello del mare raggiunse il suo massimo tra 122mila e 123mila anni fa, ma soprattutto che tale innalzamento avvenne con brusche accelerazioni. Anche se il contesto climatico dell’epoca differiva da quello attuale, i ricercatori sottolineano inquietanti somiglianze. Allora i poli si comportavano in modo asincrono; oggi, invece, sia l’Artico che l’Antartide mostrano segnali di riscaldamento simultaneo.
Questo sincronismo potrebbe provocare un innalzamento del mare molto più rapido rispetto al passato. “Se la temperatura aumenta simultaneamente in entrambi gli emisferi come avviene oggi allora possiamo aspettarci che il futuro innalzamento del livello del mare sarà ancora maggiore di quanto non fosse allora“, avverte Dutton.


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