Un importante frammento di statua bronzea è stato recentemente recuperato nelle acque antistanti il porto di Leuca, confermando il valore archeologico del tratto costiero tra Leuca e Novaglie. L’intervento, condotto dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento nell’ambito del progetto M.Ar.E.A. (finanziato dal PNRR), ha portato alla luce quella che sembra essere la parte anteriore di un torso maschile nudo di dimensioni superiori al naturale.
Il reperto, individuato il 19 giugno scorso, misura 105 x 65 cm ed è stato documentato tramite un rilievo fotogrammetrico ad alta precisione. Nonostante le incrostazioni marine, le caratteristiche morfologiche indicano un’opera di alta qualità artistica, riconducibile al ricco commercio bronzeo dell’antichità.
L’operazione, autorizzata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi e Lecce, è frutto della sinergia tra università, Guardia Costiera e istituzioni di tutela, tra cui il I Nucleo Operativo Subacqueo della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e la Soprintendente arch. Francesca Riccio.
Il sito, già noto dal 1992 e oggetto di indagini negli anni ’90, costituisce un importante deposito di rottami bronzei. I reperti, oggi in fase di desalinizzazione presso il Museo del Mare Antico di Nardò, potranno chiarire se il frammento appartenga a statue già conosciute o se rappresenti una scoperta inedita.
Il rinvenimento riafferma l’importanza delle rotte commerciali nel basso Adriatico e testimonia l’antica pratica del riciclo dei metalli attraverso il trasporto e la rifusione di statue bronzee.


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