Il governo tedesco ha deciso di raddoppiare la costruzione di nuove centrali a gas, portando la capacità prevista da 10 a 20 gigawatt entro il 2030. La misura, inserita nel contratto di coalizione tra Cdu/Csu e Spd, è stata ribadita dal ministro dell’Economia Khristina Reiche e mira a garantire stabilità energetica durante la transizione dalle fonti fossili alle rinnovabili. Il gas naturale, attualmente utilizzato per il riscaldamento di metà delle abitazioni in Germania, rimarrà una risorsa chiave nel medio periodo, con l’obiettivo di riconvertire progressivamente gli impianti all’idrogeno verde. Per assicurare l’approvvigionamento, Berlino punta a contratti di fornitura a lungo termine con partner internazionali, una strategia che solleva però dubbi sulla possibile creazione di nuove dipendenze energetiche dopo la crisi legata al gas russo.
L’aumento delle centrali a gas in Germania è stata criticata da verdi e sinistra della Linke, che temono un rallentamento nella transizione energetica. Sebbene il governo sostenga che gli impianti saranno progettati per essere convertibili all’idrogeno, alcuni esperti avvertono che un’eccessiva espansione potrebbe “fissare” la dipendenza dal gas fossile. La Germania punta a ridurre gradualmente il consumo di gas per raggiungere la neutralità climatica entro il 2045, ma nel breve periodo la risorsa resta cruciale per bilanciare l’intermittenza delle rinnovabili. Restano aperti i nodi sui costi, sul rischio di infrastrutture sottoutilizzate e sulla necessità di accelerare investimenti in accumulo energetico ed efficienza per evitare di legarsi troppo a lungo al gas naturale.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?