La Germania non raggiungerà mai l’autosufficienza energetica e gli ambiziosi obiettivi nazionali sull’idrogeno verde per il 2030 difficilmente realizzabili. È quanto emerge da un’intervista rilasciata alla tv regionale statale MDR da Martin Wietschel, direttore del Centro di competenza Fraunhofer per le tecnologie energetiche di Karlsruhe, che delinea uno scenario complesso per la transizione energetica tedesca. “Attualmente la capacità di elettrolisi installata è di circa 0,15 gigawatt, mentre la strategia nazionale sull’idrogeno prevede dieci gigawatt entro il 2030”, spiega Wietschel. “Se riuscissimo a raggiungere la metà del nostro obiettivo entro quella data, sarebbe già un grande successo”. Nonostante i circa 100 progetti in corso nel Paese, il diverso tra ambizioni e realtà resta significativo.
Le cause del ritardo molteplici. “C’è molta incertezza sul mercato”, sottolinea l’esperto. “Gli investitori in elettrolizzatori cercano garanzie sull’acquisto dell’idrogeno verde, data l’intensità di capitale richiesta. D’altra parte, i potenziali clienti non conoscono i prezzi futuri né hanno certezze sulle forniture”. A questo si aggiunge la necessità di sviluppare infrastrutture dedicate, come i gasdotti per il trasporto. Sul fronte della produzione, Wietschel evidenzia come la Germania, che oggi importa oltre l’80% del suo fabbisogno energetico, dovrà necessariamente guardare all’estero anche per l’idrogeno verde. “Anche espandendo fortemente le energie rinnovabili e aumentando l’efficienza energetica, potremmo al massimo dimezzare la nostra dipendenza dalle esportazioni”, afferma. I principali fornitori potrebbero essere i paesi dell’Europa meridionale, come Spagna e Portogallo, mentre per i derivati dell’idrogeno (e-kerosene, metanolo verde) si guarderà un partner più lontani come Cile, Australia e Sudafrica.
Nonostante i costi dell’idrogeno verde siano ancora circa cinque volte superiori a quelli del gas naturale, Wietschel sottolinea l’importanza strategica di sviluppare una filiera nazionale: “non vogliamo dipendere completamente dagli altri. Inoltre, gli elettrolizzatori sono fondamentali per bilanciare le fluttuazioni delle fonti rinnovabili, permettendo lo stoccaggio dell’ Energia in eccesso nelle caverne di sale esistenti”. Guardando al futuro, l’esperto prevede una riduzione dei costi grazie ai progressi tecnologici, in particolare nell’elettrolisi ad alta temperatura, pur escludendo il raggiungimento dei prezzi attuali dei combustibili fossili. “Dobbiamo aspettarci prezzi più alti per l’idrogeno verde”, conclude Wietschel, “ma l’alternativa sarebbe un cambiamento climatico incontrollato, i cui costi ancora maggiori. Alla fine, la transizione verso tecnologie verdi risulterà più conveniente che pagare le conseguenze del cambiamento climatico”.


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