Mentre prosegue l’Operazione “Rising Lion”, giunta al suo decimo giorno, Israele ha intensificato gli attacchi contro obiettivi militari in Iran, con il pieno sostegno degli Stati Uniti. Il coordinamento tra Tel Aviv e Washington ha raggiunto nuovi livelli strategici. Per celebrare l’alleanza, le mura della Città Vecchia di Gerusalemme sono state illuminate con le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, un gesto voluto dal sindaco Moshe Leon, che ha dichiarato: “ringraziamo il Presidente Trump e l’amministrazione americana per l’azione decisiva e per aver guidato un’iniziativa storica che garantirà la sicurezza e la forza dello Stato di Israele per molti anni a venire”.
Anche la Knesset, il parlamento israeliano, ha proiettato i colori della bandiera americana, simbolo del legame rafforzato tra i due Paesi in questa fase.
Il discorso di Trump
Il presidente Donald Trump, in un discorso molto diretto, ha sottolineato il successo dell’azione militare americana: “l’Iran ha ucciso e mutilato migliaia di americani, e ha persino preso il controllo dell’ambasciata a Teheran sotto l’amministrazione Carter. Ieri abbiamo avuto uno spettacolare successo militare, togliendo loro la ‘bomba’ dalle mani – e la userebbero se potessero!”.
Il Capo di Stato Maggiore israeliano ha definito “decisivo” il momento attuale: “abbiamo raggiunto un punto di svolta nella campagna, a seguito del preciso e impressionante strike degli Stati Uniti su siti nucleari chiave. Questo attacco è stato reso possibile grazie alla coraggiosa leadership dei nostri partner americani e a uno sforzo diplomatico e militare congiunto”. Ha inoltre aggiunto che l’operazione ha già colpito duramente il programma nucleare militare dell’Iran e che sono in corso ulteriori attacchi secondo i piani operativi: “continuiamo ad aumentare il tasso dei nostri attacchi e siamo pronti a continuare per tutto il tempo necessario”.
Fonti governative israeliane, citate da Ynet, hanno chiarito l’obiettivo dell’offensiva: “se Khamenei ferma i lanci missilistici e dice di volerle porre fine, lo accetteremo. Israele non mira a un cambio di regime in Iran”. Secondo KANN, Israele intende continuare i bombardamenti per alcuni giorni, con l’intenzione poi di chiudere il conflitto.
Tensione in patria e precauzioni regionali
Nonostante i successi dichiarati, il clima resta teso in Israele. Il Capo di Stato Maggiore ha ricordato: “questi sono giorni difficili per tutta la società israeliana. Proprio questa mattina sono stati nuovamente sparati razzi contro le comunità in Israele. Grazie alla condotta responsabile dei nostri civili, le vittime sono state significativamente ridotte”.
Nel frattempo, il 70% delle attività governative israeliane è stato spostato da remoto, e il Bahrain ha allestito 33 rifugi come misura preventiva, secondo fonti locali citate dalla Reuters.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?