Guerra Israele-Iran, verso un +30% dei prezzi del petrolio: ripercussioni enormi in tutto il mondo

L'escalation militare tra Israele e Iran ha già fatto aumentare il prezzo del petrolio, ma preoccupa ancora di più l'evoluzione successiva. I dettagli

Dopo l’escalation militare delle ultime ore tra Israele e Iran, i prezzi del petrolio sono balzati fino al 13% ai massimi da gennaio. Secondo la Reuters, parte della ragione del rapido picco è che la capacità inutilizzata tra l’OPEC e gli alleati di pompare più petrolio per compensare eventuali interruzioni è più o meno equivalente alla produzione dell’Iran, secondo gli analisti e gli osservatori dell’OPEC.

Al momento Israele non ha colpito i depositi petroliferi iraniani, anche se proprio in questi minuti arrivano testimonianze e immagini dei primi attacchi agli impianti di raffinazione a Tabriz, ma un attacco con un impatto significativo sulla produzione iraniana che richiedesse ad altri produttori di pompare di più per colmare il divario lascerebbe pochissima capacità inutilizzata per far fronte ad altre interruzioni, che possono verificarsi a causa di guerre, disastri naturali o incidenti. E questo con l’avvertenza che l’Iran non attacca i suoi vicini come rappresaglia per gli attacchi israeliani. Jorge Leon, capo dell’analisi geopolitica di Rystad ed ex funzionario dell’OPEC: “Se l’Iran risponde interrompendo i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, prendendo di mira le infrastrutture petrolifere regionali o colpendo le risorse militari statunitensi, la reazione del mercato potrebbe essere molto più severa, spingendo potenzialmente i prezzi verso l’alto di 20 dollari al barile o più“.