E’ sotto pressione il settore delle medie imprese in progetti legati all’idrogeno verde, considerato un pilastro della transizione energetica per sostituire carbone, petrolio e gas naturale, soprattutto in settori come l’industria e i trasporti. Anche i Länder centro-orientali della Germania avevano puntato su questa tecnologia, ma ora il più grande fornitore di Energia dell’est, enviaM, ha annunciato il ritiro da un progetto faro sull’idrogeno, mentre un altro impianto importante a sud di Lipsia, in Sassonia, rischiando la chiusura. Questi sviluppi sollevano interrogativi sulla tenuta della strategia nazionale per l’idrogeno. Jörn-Heinrich Tobaben, membro del consiglio della rete regionale Hypos, sottolinea però in un’intervista alla tv pubblica regionale MDR che, nonostante le difficoltà, l’industria pesante resta impegnata nel percorso di transizione, con progetti come quelli della raffineria Total Energies a Leuna e dello stabilimento BMW di Lipsia che proseguono regolarmente.
La situazione è diversa per le medie imprese, dove molti progetti sono stati sospesi a causa dei costi elevati e della scarsa disponibilità di idrogeno verde rispetto alle tradizionali forniture di gas. Tobaben definisce questa fase un “reality check”, prevedibile data l’attuale disparità economica tra idrogeno rinnovabile e fonti fossili. La sfida ora è capire come riallineare gli obiettivi alle realtà di mercato senza compromettere la decarbonizzazione, ha concluso Tobaben.


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