Contrariamente a quanto si pensava, il cervello non prevede il futuro calcolando una media tra i possibili esiti: elabora simultaneamente molteplici scenari, ciascuno con un diverso grado di ottimismo o cautela. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature dal Centro Champalimaud per l’Ignoto di Lisbona, coordinato da Joe Paton. Attraverso esperimenti sui topi, i ricercatori hanno osservato che diversi gruppi di neuroni rispondono in modo differente alle stesse informazioni. Alcuni privilegiano ricompense immediate, altri ponderano quelle future. Alcuni “pensano positivo”, altri si preparano a possibili delusioni. Nonostante questi “bias” interni, ogni neurone si adatta all’ambiente, mantenendo però la propria inclinazione.
Secondo i ricercatori, questa varietà di previsioni simultanee permette al cervello di navigare l’incertezza in modo flessibile ed efficace. Il co-autore Daniel McNamee paragona il processo a un team di consulenti: alcuni spingono all’azione rapida, altri raccomandano attesa e prudenza.
Sorprendentemente, questa strategia biologica riflette tecniche moderne dell’intelligenza artificiale. Lo studio suggerisce che la diversità di visione potrebbe ispirare nuovi algoritmi per macchine più adattive e “umane” nei processi decisionali.


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