Con la diffusione dell’intelligenza artificiale (IA) in settori chiave come comunicazione, pubblicità e istruzione, il mondo del lavoro si trova davanti a un cambiamento epocale. Una nuova ricerca dell’Università della Georgia, pubblicata su Human Resource Development Review, analizza come 50 Paesi si stiano preparando all’impatto dell’IA sulle loro forze lavoro. Secondo lo studio, quasi metà degli attuali impieghi potrebbe scomparire nei prossimi vent’anni, ma il 65% degli studenti delle elementari avrà un lavoro che oggi non esiste.
Solo 13 nazioni – principalmente europee – hanno dato alta priorità alla formazione sull’IA, puntando su scuole, università e formazione continua. Gli Stati Uniti, ad esempio, figurano tra i 23 Paesi con piani di medio livello. Molti governi stanno investendo in programmi universitari e formazione aziendale, ma pochi offrono supporto alle categorie più vulnerabili.
Lehong Shi, autore dello studio, evidenzia come le competenze trasversali – creatività, comunicazione e collaborazione – siano cruciali, ma poco considerate nelle strategie nazionali. Per affrontare il futuro del lavoro nell’era dell’IA, è necessario puntare non solo sulle competenze tecniche, ma anche sull’umanità che l’IA non può replicare.


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