Medio Oriente sull’orlo del baratro, mentre Israele e Iran si scambiano attacchi missilistici per il 5° giorno consecutivo. Le ostilità, iniziate venerdì con una serie di raid aerei israeliani contro obiettivi militari e nucleari iraniani, non accennano a diminuire, nonostante gli appelli alla tregua da parte della comunità internazionale.
Nella notte tra lunedì e martedì, entrambi i Paesi hanno attivato i propri sistemi di difesa antimissile, riuscendo a intercettare buona parte dei lanci. Tuttavia, i danni e le vittime continuano a crescere: almeno 24 morti in Israele e oltre 220 in Iran, tra cui alti ufficiali e scienziati nucleari. Uno degli attacchi più gravi ha colpito la sede della TV di Stato iraniana e la periferia Nord/Est di Teheran, dove sono state segnalate colonne di fumo visibili per km.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’obiettivo della campagna militare è “eliminare i membri della leadership della sicurezza iraniana, uno dopo l’altro”, affermando che Israele controlla i cieli sopra l’Iran e che queste azioni stanno “cambiando il volto del Medio Oriente”.
Sul fronte diplomatico, la crisi ha avuto immediate ripercussioni. Al vertice del G7 in corso in Canada, i leader mondiali hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui ribadiscono il loro “impegno per la pace e la stabilità nella regione”, sostenendo il diritto di Israele alla difesa, ma sottolineando l’importanza della protezione dei civili. In particolare, hanno affermato: “L’Iran è la principale fonte di instabilità e terrorismo nella regione. Siamo stati costantemente chiari sul fatto che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lasciato il vertice del G7 con anticipo, pubblicando un messaggio allarmante su Truth Social: “Tutti devono evacuare immediatamente Teheran!” Il Pentagono ha intanto annunciato il dispiegamento di “capacità aggiuntive” nell’area, tra cui la portaerei USS Nimitz, sottolineando che la postura militare americana resta difensiva.
Nel frattempo, la Cina ha invitato i propri cittadini a lasciare Israele con urgenza. Teheran, da parte sua, ha annunciato la sospensione di ogni negoziato nucleare, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi che avverte: “In assenza di una cessazione totale dell’aggressione militare contro di noi, le nostre risposte continueranno”. Araghchi ha inoltre lanciato un appello diretto a Trump, sostenendo che “una sola telefonata da Washington può mettere a tacere Netanyahu”.
Fonti statunitensi riferiscono che Trump sarebbe già intervenuto per bloccare un presunto piano israeliano per l’eliminazione della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Khamenei. Netanyahu, interpellato in merito, non ha smentito: “Non farà degenerare il conflitto, lo farà finire”.
Con il dialogo nucleare in stallo e le diplomazie paralizzate, il rischio di una escalation incontrollata è altissimo.


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