Le foche comuni (Phoca vitulina) sono in grado di orientarsi anche nelle acque più torbide grazie alla vista, sfruttando il cosiddetto flusso ottico, ovvero il movimento delle particelle visibili sulla retina durante il nuoto. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology e condotto da un team di ricercatori delle Università di Rostock e Münster, in Germania.
Guidati da Frederike Hanke, gli scienziati hanno coinvolto 3 foche – Nick, Luca e Miro – sottoponendole a simulazioni video che imitavano vari ambienti sottomarini. Le foche dovevano determinare la direzione del movimento osservando il flusso dei punti nelle immagini. I risultati hanno mostrato che gli animali erano in grado di indicare correttamente la direzione di spostamento, anche se con qualche errore dovuto, secondo i ricercatori, a cali di attenzione.
“Le foche erano perfettamente in grado di determinare la direzione in cui stavano viaggiando semplicemente basandosi sui punti che scorrevano nel loro campo visivo”, ha spiegato Hanke. I risultati aprono nuove prospettive sulla comprensione delle strategie sensoriali animali, e gli studiosi puntano ora a scoprire se queste abilità visive siano sufficienti anche per stimare le distanze percorse.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?