L’Iran minaccia la chiusura dello Stretto di Hormuz, iniziano a volare i prezzi di petrolio e gas | DATI

Lo Stretto di Hormuz al centro del conflitto in Medio Oriente: le minacce dell'Iran e i primi effetti sui mercati dell'energia

Teheran sta prendendo in considerazione la chiusura dello Stretto di Hormuz come rappresaglia per l’attacco all’Iran. Lo conferma un membro del Comitato per la sicurezza nazionale del Parlamento citato dalla Tass: “La possibile chiusura dello Stretto é una delle opzioni attualmente sul tavolo“. “I nemici della Repubblica Islamica dell’Iran – ha ammonito il membro del Parlamento – devono essere consapevoli che se minacciano la nostra madre patria e il nostro popolo subiranno di certo una risposta devastante, Le decisioni sulle rappresaglie saranno prese di volta in volta“. Dallo Stretto di Hormuz passa circa il 30% del petrolio globale.

Supera la soglia dei 40 euro il prezzo del gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di luglio guadagnano il 4,05% a 40,3 euro al MWh, valore che non veniva toccato dallo scorso 4 marzo. Gli occhi del mercato sono puntati sulle decisioni che prenderanno gli Usa nel conflitto tra Israele e l’Iran, che potrebbe decidere il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transitano le navi che trasportano il gas naturale liquefatto dal Qatar e dall’Oman.

Anche i prezzi del petrolio salgono del 2% dopo l’ipotesi della chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Wti arriva a 74,8 dollari al barile e il Brent supera quota 78 dollari.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, intervenuto oggi nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati, nel corso dell’evento ‘Transizione energetica: un progetto comune per l’Italia‘, organizzato su iniziativa dei parlamentari di Forza Italia, Annarita Patriarca e Alessandro Cattaneo, ammette “attenzione e timore” sul tema perché “gran parte dell’energia europea passa dal Golfo Persico e un eventuale blocco di Hormuz significherebbe mettere a rischio quasi il 40% del petrolio e più del 20% del gas europeo”. Secondo Pichettonon è una questione quantitativa per l’Italia, ma di conseguenze sui prezzi, già oggi vediamo come le quotazioni di gas e petrolio siano cresciute“. Secondo gli esperti delle aziende, sostiene infatti il ministro, “c’è stato un rialzo immediato del prezzo del Brent e del 5% del prezzo del gas“.

Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz, la rotta dell’energia

Lo Stretto di Hormuz, che Teheran minaccia di bloccare nel mezzo dell’escalation con Israele, è una rotta strategica per il trasporto di petrolio e Gnl. ‘Corridoio marittimo’ fra Iran e Oman, collega il Golfo Persico con il Golfo dell’Oman e il Mar arabico. La maggior parte del petrolio e del Gnl esportato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Iraq, Qatar e dallo stesso Iran passa da qui- Appena 33 chilometri nel punto più stretto, dallo Stretto di Hormuz – stando alla U.S. Energy Information Administration – nel 2024 sono passati in media 20 milioni di barili di greggio al giorno e il transito è stato cruciale per circa un quinto del commercio globale di Gnl, innanzitutto dal Qatar.

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, lo Stretto di Hormuz è “la via d’uscita dal Golfo per circa il 25% delle forniture di petrolio a livello globale” e la sua “chiusura, anche per un tempo limitato, avrebbe un impatto importante sul mercato del petrolio e del gas“. In passato non sono mancati casi di sequestri di petroliere da parte dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Negli anni Hormuz e Hormuz hanno cercato di trovare altre rotte per bypassare lo Stretto di Hormuz, anche con la costruzione di oleodotti.