La Luna sfugge: Resilience si schianta, nuova battuta d’arresto per l’esplorazione privata giapponese

Il 2° tentativo di ispace finisce con uno schianto

Ieri l’azienda giapponese ispace ha subito il 2° fallimento consecutivo nel tentativo di realizzare un atterraggio morbido sulla Luna con il suo lander Resilience, parte della missione Hakuto-R Mission 2. Il veicolo spaziale, partito a gennaio con un razzo Falcon 9 di SpaceX, avrebbe dovuto toccare il suolo lunare nella regione del Mare Frigoris alle 21:17 ora italiana, ma ha perso contatto con i controllori di missione a meno di 2 minuti dall’atterraggio.

La causa inizialmente identificata è un malfunzionamento del laser rangefinder, il sensore che misura la distanza dalla superficie. Questo ritardo nei dati ha impedito al lander di decelerare a sufficienza, determinando quello che gli ingegneri chiamano “hard landing”, uno schianto ad alta velocità.

Il contesto: una 2ª chance fallita

Questo nuovo insuccesso ricorda dolorosamente il precedente tentativo di ispace nell’aprile 2023, quando il primo lander della serie Hakuto-R si era schiantato a causa di un errore nei sensori altimetrici. Nonostante quei dati fossero stati integrati nella progettazione della Mission 2, il secondo veicolo ha comunque subito un destino simile.

Volevamo che la nissione fosse un successo ma sfortunatamente non siamo riusciti ad atterrare“, ha dichiarato Takeshi Hakamada, CEO di ispace, durante una conferenza stampa. “Vorremmo davvero scusarci con chi ci ha sostenuto. Dobbiamo continuare la nostra missione affinché i giapponesi esplorino la Luna“.

Caratteristiche tecniche di Resilience e la rotta verso la Luna

Il lander Resilience, alto 2,3 metri e con una massa di circa 1.000 km, era il secondo veicolo della serie Hakuto-R. Il nome “Hakuto”, che significa “coniglio bianco”, deriva dalla mitologia giapponese e fu adottato da ispace durante la partecipazione al Google Lunar X Prize.

Dopo il lancio il 15 gennaio 2025, Resilience ha seguito una traiettoria a basso consumo energetico verso la Luna, con un passaggio ravvicinato il 14 febbraio e un inserimento in orbita lunare il 6 maggio. Dopo varie manovre per abbassarsi a 100 km di altitudine, ha iniziato la discesa finale verso il Mare Frigoris, una pianura basaltica situata a circa 56° di latitudine Nord.

A soli 192 metri dal suolo, qualcosa è andato storto.

Cosa trasportava Resilience

Il lander trasportava diversi payload. Tre di questi erano esperimenti scientifici destinati a supportare l’esplorazione lunare umana:

  • Un rilevatore di radiazioni spaziali sviluppato dall’Università Nazionale Centrale di Taiwan;
  • Un dimostratore tecnologico giapponese per estrarre idrogeno e ossigeno dall’acqua lunare;
  • Un esperimento biologico dell’azienda malese Euglena Co., basato sulla coltivazione di alghe come potenziale fonte alimentare per futuri coloni lunari.

Altri payload avevano carattere simbolico e sperimentale:

  • Una targa commemorativa ispirata alla “Carta del Secolo Universale” della serie animata Gundam;
  • Il piccolo rover Tenacious, costruito dalla filiale lussemburghese di ispace, che avrebbe dovuto rilasciare sulla Luna una minuscola Moonhouse, una casa in miniatura progettata dall’artista svedese Mikael Gensberg.

Purtroppo, lo schianto ha reso impossibile ogni attività scientifica o artistica prevista.

L’ascesa (e i fallimenti) dell’esplorazione lunare privata

L’ambizioso tentativo di ispace si inserisce in un contesto globale in cui diverse aziende stanno tentando atterraggi lunari privati. Dopo il fallimento del lander israeliano Beresheet nel 2019, l’americana Astrobotic ha subito una perdita simile con Peregrine nel gennaio 2024. Anche se il lander Odysseus di Intuitive Machines è atterrato con successo il mese successivo, si è ribaltato e ha smesso di funzionare dopo una settimana. Il suo successore, Athena, ha avuto un destino ancora peggiore.

Di tutti questi tentativi, solo Blue Ghost della texana Firefly Aerospace ha completato senza problemi la sua missione CLPS per conto della NASA, operando sulla Luna per 2 settimane.

Il futuro di ispace: Mission 3 e 4 all’orizzonte

Nonostante la delusione, ispace non si arrende. La società prevede di lanciare Mission 3 e Mission 4 nel 2027, con un nuovo lander denominato Apex 1.0, dal peso di 2 tonnellate e maggiori capacità operative.

Sappiamo che non sarà facile. È dura. Provarci ha un certo significato e un certo valore“, ha detto il direttore finanziario Jumpei Nozaki. La società si è scusata pubblicamente con gli oltre 80mila sostenitori e azionisti, e ha promesso di analizzare a fondo le cause del fallimento per migliorare le future missioni.

Quando un giornalista ha chiesto se il CEO di ispace o il team avessero pianto dopo il fallito atterraggio, Hakamada ha risposto che non era il momento di piangere. “Al momento non ne conosciamo la causa, quindi non posso emozionarmi e piangere“, ha detto. “Non credo sia una buona idea. La cosa più importante è scoprire la causa di questo secondo fallimento“.